A Piazzapulita Paolo Gentiloni sostiene che Washington non sia più garante dell’ordine internazionale e che oggi la linea americana si avvicini alla logica della forza.
L’intervento nello studio di Corrado Formigli
Ospite di Corrado Formigli a Piazzapulita, Paolo Gentiloni ha offerto una lettura netta degli attuali equilibri geopolitici. Secondo l’ex presidente del Consiglio ed ex commissario europeo, è necessario prendere atto di un cambiamento profondo nel ruolo degli Stati Uniti sulla scena internazionale.
Gentiloni ha invitato a “guardare in faccia la realtà”, sostenendo che Washington non rappresenti più il pilastro di un ordine mondiale fondato sulle regole condivise, come avvenuto nel secondo dopoguerra e nei decenni successivi.
Dalla difesa delle regole alla logica della forza
Nel suo ragionamento, Gentiloni ha spiegato che la politica statunitense sarebbe ormai orientata a far prevalere la logica della forza, piuttosto che quella del diritto internazionale e delle istituzioni multilaterali. Un cambio di paradigma che, a suo giudizio, segna una frattura rispetto al passato e modifica gli equilibri tra alleati storici.
Questa impostazione renderebbe oggi gli Stati Uniti più distanti dagli Stati europei, tradizionalmente legati a una visione regolata delle relazioni internazionali, e più vicini, sul piano dell’approccio, a modelli di potere basati sulla forza.
Il riferimento a Putin e il nodo europeo
Gentiloni ha infine richiamato il confronto con Vladimir Putin, affermando che l’attuale postura americana finisce per avvicinarsi, nei fatti, alla concezione di potere incarnata dal presidente russo. Un’analisi che apre interrogativi sul ruolo futuro dell’Europa, chiamata a ridefinire la propria autonomia politica e strategica in un contesto globale sempre più instabile.
