Il ministro degli Esteri reagisce duramente alla libertà su cauzione del proprietario del locale incendiato: ambasciatore italiano richiamato dalla Svizzera.
La decisione svizzera e la reazione del governo
La scarcerazione su cauzione di Jacques Moretti, proprietario del locale di Crans-Montana devastato dall’incendio della notte di Capodanno che ha causato la morte di 40 giovani, ha provocato una reazione durissima del governo italiano. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato senza mezzi termini di una “giustizia venduta a 200mila franchi”.
Di fronte alla decisione delle autorità elvetiche, l’Italia ha richiamato il proprio ambasciatore in Svizzera. Tajani ha spiegato che, d’intesa con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è stato deciso il rientro immediato dell’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado per acquisire ulteriori informazioni e valutare i prossimi passi diplomatici.
Le accuse sulle responsabilità dell’incendio
Prima del rientro in Italia, l’ambasciatore incontrerà il procuratore svizzero titolare dell’inchiesta. Tajani, come riportato da RaiNews24, ha sottolineato che quanto accaduto ha suscitato “profonda indignazione non solo nel governo, ma nell’intero Paese”.
Secondo il ministro, non si tratta di una questione di garantismo, ma di “fatti oggettivi”: “I responsabili sono i proprietari del locale. Non c’erano misure di sicurezza, l’uscita di emergenza era chiusa a chiave, sono stati utilizzati materiali non ignifughi. Non ci sono stati fattori esterni né eventi imprevedibili”. Per Tajani, rimettere in libertà una persona ritenuta oggettivamente responsabile di una tragedia di queste proporzioni è “inaccettabile”.
L’appello alla magistratura e l’indignazione delle famiglie
Il titolare della Farnesina ha chiesto che la magistratura svizzera acceleri i tempi del procedimento penale e ha sollevato dubbi anche sull’origine dei fondi utilizzati per pagare la cauzione. “Non si può pensare di compensare la morte di tante persone con una cauzione di 200mila franchi”, ha ribadito.
Tajani ha infine richiamato il dolore e la rabbia delle famiglie delle vittime: “Siamo indignati come genitori e come nonni. Il sentimento del popolo italiano non può essere offeso in questo modo”.