Accorpamenti scolastici, Lepore attacca il governo: “Chi non si allinea a FdI viene colpito”

Il sindaco di Bologna accusa l’esecutivo di ritorsioni contro le amministrazioni non vicine a Fratelli d’Italia durante la protesta contro i tagli alla scuola.

Le accuse dal palco della manifestazione

Dal palco di piazza Roosevelt, durante la manifestazione promossa dai sindacati contro gli accorpamenti scolastici, il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha rivolto un duro attacco al governo. Secondo Lepore, le recenti decisioni che hanno colpito l’amministrazione comunale non sarebbero casuali, ma il segnale di una linea punitiva verso le realtà istituzionali non allineate a Fratelli d’Italia.

“O ti inginocchi a Fratelli d’Italia o in questo Paese subisci ritorsioni”, ha dichiarato, parlando davanti ai palazzi della Prefettura e della Questura. Il sindaco ha aggiunto che rispetto e autonomia devono valere per le amministrazioni locali e per le forze dell’ordine, indipendentemente da appartenenze politiche.

I provvedimenti contestati dal Comune

Negli ultimi giorni, l’amministrazione bolognese ha incassato due stop rilevanti. Il primo riguarda Città 30, sospeso dal Tar dopo l’esposto presentato da un tassista. Il secondo concerne l’appalto delle mense scolastiche, oggetto di rilievi da parte dell’Autorità anticorruzione.

Secondo Lepore, questi episodi si inserirebbero in un quadro più ampio di pressioni politiche. Il sindaco ha paventato possibili conseguenze anche sul fronte del trasporto pubblico, ipotizzando difficoltà legate al mancato rifinanziamento del contratto nazionale e a future scelte sui fondi destinati alle città.

La scuola come nodo centrale

Nel suo intervento, Lepore ha posto l’accento sulla scuola, definendola “la più grande questione sociale” del Paese. A suo giudizio, i tagli alla scuola pubblica rischiano di scaricare sulle famiglie il peso dell’istruzione e di indebolire la funzione inclusiva del sistema educativo.

Il sindaco ha accusato il governo di ridurre la spesa sociale e di penalizzare le regioni non politicamente allineate, sostenendo che questa dinamica sarebbe evidente ma raramente dichiarata apertamente. Una linea che, secondo Lepore, chiama l’esecutivo ad assumersi la piena responsabilità delle scelte in atto.