La strategia di difesa Usa: “Priorità alla nazione, Cina pericolosa, Russia gestibile, Europa sempre più debole”

La Strategia di difesa nazionale ridefinisce le priorità degli Stati Uniti: prima la sicurezza interna, poi Indo-Pacifico e alleati, con un riequilibrio dei ruoli globali.

Le priorità della nuova strategia del Pentagono

Difesa del territorio nazionale, deterrenza della Cina nell’Indo-Pacifico attraverso la forza, maggiore condivisione degli oneri con alleati e partner e rafforzamento della base industriale della difesa. Sono questi i pilastri della nuova Strategia di difesa nazionale (Nds), il documento di 34 pagine diffuso dal Pentagono che traduce operativamente la Strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

La protezione del territorio americano viene indicata come priorità assoluta, persino superiore all’Indo-Pacifico. Il testo definisce l’emisfero occidentale una regione “trascurata” dalle politiche precedenti, chiarendo però che questo orientamento non equivale a una scelta isolazionista. Tra gli obiettivi rientrano la sicurezza dei confini, il contrasto al narcotraffico e la difesa dello spazio aereo.

La pubblicazione e l’impostazione della dottrina

La diffusione del documento è avvenuta con modalità insolite. Secondo quanto riportato da Breaking Defence, la Nds è stata inviata via e-mail senza annunci ufficiali, in tarda serata di venerdì, mentre la costa orientale era concentrata sull’arrivo di una forte tempesta di neve.

Nel testo viene richiamata una dichiarazione del presidente Donald Trump: “La priorità assoluta delle forze armate statunitensi è difendere il territorio nazionale”. Da qui la scelta di concentrare risorse e pianificazione sulla sicurezza interna, pur mantenendo la tutela degli interessi americani nell’intero emisfero occidentale.

Cina, Russia ed Europa nel quadro strategico

Il documento dedica ampio spazio al contesto internazionale. La Russia viene definita una minaccia “persistente ma gestibile” per i membri orientali della Nato. Più critica la valutazione sull’Europa, descritta come sempre più debole sul piano economico globale, con una quota di potere in calo. Pur ribadendo l’impegno nel continente, la Nds sottolinea che la priorità resterà la difesa nazionale e la deterrenza nei confronti della Cina, chiedendo agli alleati un maggiore contributo.

Per quanto riguarda la Corea del Nord, il Pentagono prevede un ruolo statunitense più limitato nella deterrenza, attribuendo alla Corea del Sud la responsabilità primaria. Seul, che ospita circa 28.500 militari americani, ha aumentato il proprio bilancio della difesa del 7,5% e, secondo la strategia, dispone delle capacità necessarie per guidare il contenimento della minaccia nordcoreana con il supporto degli Stati Uniti.

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