I dem riportano in Parlamento una proposta contro la propaganda fascista e nazista, con pene fino a due anni e aggravanti per i contenuti diffusi online.
La proposta rilanciata alla Camera
Il Partito Democratico riporta al centro del dibattito parlamentare una proposta di legge presentata nella scorsa legislatura e mai approdata al voto. L’obiettivo dichiarato è difendere la Costituzione e i suoi valori, introducendo sanzioni penali per la propaganda del regime fascista e nazifascista. L’iniziativa è stata illustrata giovedì 22 gennaio durante una conferenza stampa alla Camera dei deputati.
Cosa prevede il testo
Il disegno di legge prevede pene da sei mesi a due anni di reclusione per chi, in pubblico, richiama simbologia o gestualità riconducibili al partito fascista o al partito nazionalsocialista tedesco. Le sanzioni aumentano se la propaganda avviene attraverso strumenti telematici o informatici. A presentare il testo sono stati il sindaco di Sant’Anna Maurizio Verona, la capogruppo Pd alla Camera Chiara Braga e i parlamentari Emiliano Fossi, Dario Parrini e Andrea De Maria. Secondo De Maria, la norma eliminerebbe ogni ambiguità interpretativa, rendendo penalmente rilevanti anche i saluti romani in contesti commemorativi.
Le origini dell’iniziativa e le motivazioni
La proposta nasce nel 2021 nel comune toscano di Stazzema, nella frazione di Sant’Anna, teatro di uno dei più gravi eccidi nazifascisti. Il testo prende di mira anche la produzione, diffusione e vendita di beni che raffigurano simboli o immagini legati a fascismo e nazismo. Secondo i promotori, la diffusione di questi messaggi, soprattutto attraverso i canali digitali, alimenta fenomeni di violenza, discriminazione e intolleranza, come l’antisemitismo, rendendo necessario un intervento normativo più chiaro e stringente.
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