Il Tar del Lazio annulla il taglio dello sciopero deciso dal ministero e condanna il Mit alle spese. Landini parla di violazione del diritto costituzionale.
La sentenza del Tar del Lazio
Il Tar del Lazio ha dichiarato illegittimo il provvedimento di precettazione con cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva ridotto da otto a quattro ore lo sciopero generale del 17 novembre 2023, proclamato da Cgil e Uil. Il ricorso presentato dai sindacati è stato accolto e il tribunale ha condannato il ministero al pagamento delle spese di giudizio, pari a 3mila euro più accessori di legge e rimborso del contributo unificato. Secondo i giudici, non sussistevano le condizioni di necessità e urgenza richieste dalla normativa per giustificare una compressione del diritto di sciopero.
La posizione della Cgil e le parole di Landini
Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha accolto con soddisfazione la decisione, parlando di una netta sconfessione dell’operato del ministero guidato da Matteo Salvini. Landini ha sottolineato come la sentenza evidenzi l’assenza di motivazioni adeguate e la sproporzione dell’ordinanza, ribadendo che il diritto di sciopero, tutelato dall’articolo 40 della Costituzione, non può essere limitato per scelte politiche. Secondo il leader sindacale, la precettazione non era finalizzata alla tutela dei cittadini, già garantita dai servizi minimi essenziali, ma mirava a ridurre l’impatto politico e sociale dello sciopero generale.
Le reazioni politiche
Alla presa di posizione della Cgil si è affiancata quella di Angelo Bonelli, leader di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha criticato duramente l’operato del ministro Salvini. Bonelli ha parlato di una gestione autoritaria dello sciopero e ha collegato la vicenda alle difficoltà strutturali del sistema dei trasporti, tra ritardi e cancellazioni, sollevando interrogativi sulle responsabilità politiche nella gestione del settore.
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