Pacchetto sicurezza, il governo rinvia. La Lega accelera su migranti ed espulsioni

Il dossier sicurezza non è ancora arrivato in Consiglio dei ministri. La Lega spinge per una stretta su ricongiungimenti familiari e minori stranieri non accompagnati.

Il pacchetto sicurezza in attesa di una decisione

Il governo guidato da Giorgia Meloni prende tempo sul nuovo pacchetto sicurezza. Il provvedimento, più volte annunciato dal centrodestra, non è stato ancora esaminato dal Consiglio dei ministri. La linea su cui lavora il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi necessita di ulteriori valutazioni, anche sul piano tecnico: resta da chiarire se l’intervento verrà introdotto con un decreto-legge o con un disegno di legge parlamentare.

Nel frattempo, all’interno della maggioranza emerge una posizione netta. La Lega chiede di accelerare e di inserire nel pacchetto una serie di misure considerate prioritarie, in particolare sul fronte dell’immigrazione e della sicurezza urbana.

Meno ricongiungimenti e nuove regole sui minori

A delineare le proposte del Carroccio è Igor Iezzi, capogruppo leghista in commissione Affari costituzionali alla Camera. Secondo il deputato, uno dei nodi centrali riguarda i ricongiungimenti familiari, oggi considerati la principale modalità di ingresso di cittadini stranieri in Italia.

La Lega punta a una riduzione della platea, rafforzando i requisiti economici e abitativi e limitando il diritto al ricongiungimento ai soli figli minori e al coniuge, in linea con una direttiva europea. L’obiettivo dichiarato è adeguare la normativa italiana agli standard comunitari, ritenuti più restrittivi rispetto a quelli attualmente in vigore.

Altro capitolo riguarda i minori stranieri non accompagnati. Iezzi propone di ridurre da 21 a 19 anni l’età fino alla quale lo Stato garantisce i percorsi di assistenza e integrazione. Parallelamente, la Lega chiede di facilitare le espulsioni, rafforzando le verifiche investigative sull’esistenza di familiari nel Paese d’origine.

Sicurezza urbana e iniziative in Parlamento

Il tema sicurezza resta centrale anche alla luce dei recenti fatti di cronaca. Pur riconoscendo che il numero complessivo dei reati è in calo, la Lega segnala nuove criticità, come il fenomeno delle baby gang e l’uso crescente di armi bianche, soprattutto nelle grandi città. A Milano, secondo i dati citati dal partito, una quota significativa dei reati sarebbe riconducibile a minori, molti dei quali stranieri.

In Parlamento, intanto, sono già partite iniziative legislative in chiave securitaria. Al Senato è iniziato l’iter di una proposta che prevede l’istituzione di un registro nazionale degli imam presso il Viminale e l’obbligo di predicazione in lingua italiana. Alla Camera, la Lega lavora su ulteriori interventi, anche attraverso emendamenti ai provvedimenti in corso, come il decreto Milleproroghe, con l’intento di rafforzare il controllo del territorio e le politiche migratorie.

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