Rinvio in Consiglio dei ministri sulla presidenza Consob. Forza Italia chiede un profilo tecnico di alto livello, la Lega difende la candidatura di Federico Freni.
Il nodo della nomina e il rinvio del Cdm
Il confronto interno alla maggioranza tra Forza Italia e Lega si riaccende attorno alla scelta del nuovo presidente della Consob, chiamato a succedere a Paolo Savona. Il Consiglio dei ministri ha rinviato la decisione dopo le perplessità espresse dagli azzurri sul principale candidato indicato dalla Lega: Federico Freni, sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il rinvio arriva mentre il gruppo di Forza Italia alla Camera cresce fino a 54 deputati, anche grazie all’ingresso di Attilio Pierro e Davide Bergamini, provenienti dalla Lega.
Le posizioni di Forza Italia e la crescita del gruppo
A chiarire la linea azzurra è Raffaele Nevi, vicecapogruppo vicario alla Camera e portavoce nazionale del partito. Forza Italia respinge l’idea di una “campagna acquisti” nel centrodestra e rivendica una strategia orientata a intercettare l’area liberale e riformista dell’elettorato. Gli ingressi in Parlamento, secondo Nevi, sono il segnale di una capacità attrattiva rafforzata e di un progetto politico percepito come credibile, anche sul piano europeo.
Nevi sottolinea che le nuove adesioni sono frutto di scelte autonome e che il partito non va “a cercare” parlamentari. Parallelamente, Forza Italia punta sul radicamento territoriale e su una struttura organizzativa più efficace, sostenuta da risultati di tesseramento giudicati significativi.
Il profilo richiesto per la Consob
Sul merito della nomina, Forza Italia ribadisce la necessità di un presidente con un profilo tecnico di alto livello, riconosciuto anche a livello internazionale, vista la centralità della Consob nella regolazione dei mercati finanziari. Nevi distingue tra l’idoneità di Freni come componente dell’Autorità e la scelta del presidente, ritenuta una decisione di diverso peso e metodo.
Pur riconoscendo il lavoro svolto da Freni al Mef e i suoi rapporti con Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini, Forza Italia contesta l’assenza di una discussione preventiva tra alleati. La partita resta aperta, con l’obiettivo dichiarato di individuare una figura in grado di garantire autorevolezza e indipendenza alla guida dell’Autorità.
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