All’Europarlamento l’eurodeputata interviene su deepfake e intelligenza artificiale, criticando il controllo delle piattaforme da parte di grandi gruppi privati e proponendo infrastrutture digitali pubbliche.
L’intervento in aula su internet e deepfake
Nel suo intervento al Parlamento europeo di Strasburgo, Ilaria Salis è tornata a far discutere affrontando il tema dei social network e dell’intelligenza artificiale. Prendendo spunto dal fenomeno dei deepfake a sfondo sessuale diffusi online, Salis ha sostenuto che le piattaforme digitali non siano spazi neutri, ma vere e proprie infrastrutture di comunicazione e di potere. Secondo l’eurodeputata, la diffusione di video manipolati impone di guardare oltre i singoli abusi e di interrogarsi sul ruolo strutturale dei social.
Critiche ai colossi privati e il nodo del controllo
Nel rilanciare il suo intervento sui social, Salis ha affermato che la gestione delle piattaforme non dovrebbe restare nelle mani di pochi grandi capitali privati, in larga parte statunitensi, in assenza di un controllo democratico effettivo. Nel mirino anche Elon Musk, citato come esempio di un potere concentrato senza adeguati vincoli di responsabilità e trasparenza. La rete, ha detto, sarebbe oggi attraversata da un numero crescente di contenuti offensivi e violenti, con un impatto particolare su donne e minori.
La proposta dei social pubblici europei
Da queste premesse nasce la proposta: immaginare e costruire social network pubblici a livello europeo. Per Salis, le piattaforme digitali sono ormai un’infrastruttura essenziale della vita quotidiana e chi le gestisce esercita un potere enorme, che dovrebbe essere sottoposto a criteri chiari di responsabilità, valori ed etica. Tecnologia e intelligenza artificiale, ha concluso, non sarebbero mai neutrali e dovrebbero quindi essere governate democraticamente e orientate a un controllo pubblico, per ridurre la dipendenza dell’Europa dalle piattaforme private americane.
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