Il ministro segnala un uso sistematico di armi da taglio nelle scuole, con dati che richiamano fattori culturali ed educativi, senza stigmatizzare.
L’intervento del ministro alla Scuola superiore di polizia
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è tornato sul tema della sicurezza nelle scuole intervenendo, come riportato da ANSA, alla cerimonia di apertura dell’anno accademico 2025/2026 della Scuola superiore di polizia. Il titolare del Viminale ha escluso l’esistenza di un’emergenza generale sulla sicurezza, ma ha richiamato l’attenzione su un fenomeno che definisce preoccupante: la diffusione del possesso di coltelli tra gli studenti.
Il dato sui coltelli e il riferimento agli studenti stranieri
Secondo Piantedosi, i dati in possesso del Ministero dell’Interno mostrano come nelle scuole venga “registrato il sistematico comportamento di portare dietro coltelli”. Un fenomeno che, ha precisato, riguarda in modo più marcato gli studenti appartenenti a famiglie di cittadini immigrati. Il ministro ha però chiarito che si tratta di un dato statistico, da leggere senza pregiudizi o stigmatizzazioni, utile esclusivamente a comprendere dove intervenire per affrontare il problema.
Percezione dell’allarme e radici culturali
Sul piano della sicurezza pubblica, Piantedosi ha spiegato che il governo sta lavorando a nuovi interventi normativi, sottolineando però che i numeri mostrano un trend complessivamente discendente anche per le violenze legate all’uso di coltelli. Resta tuttavia un allarme percepito, alimentato da episodi di cronaca recenti. Per il ministro, le cause non sono solo di ordine pubblico: dietro questi comportamenti vi sarebbero anche fattori culturali, educativi e formativi, che richiedono risposte strutturate e non esclusivamente repressive.
