Dazi Usa-Ue, l’Europa valuta il bazooka da 93 miliardi: tensione su Groenlandia e accordi commerciali

Il Parlamento Ue minaccia la sospensione dell’intesa con Washington, mentre Bruxelles prepara una risposta proporzionata ai dazi annunciati dagli Stati Uniti.

Il bazooka europeo e la data del 6 febbraio

All’interno dell’Unione europea si confrontano due linee: chi vuole evitare l’attivazione del cosiddetto bazooka economico da 93 miliardi di euro contro gli Stati Uniti e chi, al contrario, ne rivendica l’utilizzo. Sul calendario europeo è segnato il 6 febbraio, giorno in cui potrebbero scattare automaticamente i controdazi congelati dopo l’accordo commerciale siglato il 27 luglio in Scozia tra Ursula von der Leyen e Donald Trump. Bruxelles, nel frattempo, prova a ridurre la tensione sfruttando la cornice del Forum economico mondiale di Davos.

Weber e Macron spingono per la contromisura

A favore di una risposta più dura si schierano il presidente francese Emmanuel Macron e il leader del Partito popolare europeo Manfred Weber. Weber ha annunciato che il Parlamento europeo è pronto a sospendere la ratifica dell’intesa commerciale con Washington, definendo lo stop un “strumento pesante” ma necessario per contrastare i dazi che gli Stati Uniti intendono imporre dal 1° febbraio agli otto Paesi europei coinvolti nella missione militare in Groenlandia. Tutte le opzioni, incluso il bazooka commerciale, restano sul tavolo.

La linea di von der Leyen tra fermezza e cooperazione

Da Davos, von der Leyen ha descritto i nuovi shock geopolitici – dai dazi alle tensioni sulla Groenlandia – come un’opportunità per rafforzare l’autonomia europea. La presidente della Commissione ha assicurato una risposta “decisa ma proporzionata” alle eventuali misure statunitensi, ribadendo che la sovranità della Danimarca e della Groenlandia non è negoziabile. Bruxelles è pronta ad aumentare gli investimenti sull’isola artica: dai 225 milioni di euro stanziati per il periodo 2021-2027 si punta a superare i 530 milioni nel prossimo bilancio 2028-2034.

Sul fronte dei dazi, von der Leyen ha definito “un errore” le tariffe aggiuntive annunciate contro la Francia, ricordando che l’accordo commerciale raggiunto la scorsa estate va rispettato. “Tra alleati – è il messaggio di Bruxelles – una stretta di mano deve avere un valore”.