Dopo oltre venticinque anni di crescita, la mortalità per tumore del polmone tra le donne nei Paesi dell’Unione europea mostra i primi segnali di riduzione, con un calo stimato intorno al 5%.
Un’inversione di tendenza attesa da tempo emerge dalle nuove stime sui decessi oncologici in Europa, che indicano un miglioramento nei tassi di mortalità femminile per tumore del polmone rispetto al triennio 2020-2022. Il dato riguarda soprattutto le donne più giovani e viene attribuito in larga parte all’effetto delle politiche di contrasto al consumo di tabacco.
Il ruolo delle politiche antifumo e il caso del Regno Unito
Il Regno Unito rappresenta il Paese apripista di questo andamento favorevole: qui la riduzione dei tassi di mortalità per tumore del polmone tra le donne è osservata già da diversi anni, pur restando ancora superiore alla media europea. Secondo i ricercatori, la spiegazione principale risiede nell’anticipo con cui le donne britanniche hanno ridotto o abbandonato il fumo rispetto a quelle di molti Paesi dell’UE.
Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, infatti, la prevalenza del fumo è oggi inferiore al 10% in entrambi i sessi, mentre in diversi Stati membri dell’Unione europea i livelli restano più elevati. Le differenze nei comportamenti legati al tabacco continuano quindi a riflettersi sui tassi di mortalità.
Le stime per il 2026 e le differenze per età
Le previsioni, pubblicate sulla rivista Annals of Oncology, stimano per il 2026 circa 1.230.000 decessi per tumore nell’Unione europea. Il tasso di mortalità complessivo dovrebbe scendere a 114 decessi ogni 100.000 uomini (-7,8% rispetto al 2020-2022) e a 74,7 ogni 100.000 donne (-5,9%).
Per il tumore del polmone, il miglioramento tra le donne riguarderà soprattutto le fasce fino ai 64 anni, mentre tra le più anziane i tassi risultano ancora in aumento. Nel complesso, i decessi femminili per questa neoplasia dovrebbero stabilizzarsi intorno a 12,5 casi ogni 100.000, con una riduzione di circa il 5%.
Fumo e mortalità oncologica: le differenze tra i Paesi europei
Secondo i ricercatori, il tumore del polmone resta comunque la principale causa di morte per cancro sia negli uomini che nelle donne nell’UE. Tra gli uomini, i tassi di mortalità continuano a diminuire, pur restando nel 2026 quasi doppi rispetto a quelli femminili.
Le differenze tra Paesi riflettono la storia del consumo di tabacco. In Spagna e Francia, ad esempio, le donne hanno iniziato a fumare più tardi rispetto ad altri Paesi europei, ma hanno anche smesso più tardi. Un andamento simile riguarda le donne italiane, che tuttavia hanno storicamente fumato meno.
Le previsioni restano complessivamente favorevoli nella maggior parte degli Stati, con alcune eccezioni: è atteso un aumento dei decessi femminili per tumore del pancreas nell’UE e per tumore del colon-retto nel Regno Unito.
Gli autori dello studio ribadiscono infine che tassazione sul tabacco, divieti pubblicitari, spazi liberi dal fumo e servizi di supporto alla cessazione restano strumenti centrali per ridurre la mortalità oncologica, sottolineando come l’applicazione di queste misure sia ancora disomogenea in Europa.
