La provocazione di Landini: “Perchè non sorteggiamo i parlamentari?”

Il segretario della Cgil critica duramente l’ipotesi di sorteggio per il Csm durante un’iniziativa a Napoli sul No al referendum, parlando di rischio per le istituzioni democratiche.

Le parole di Maurizio Landini a Napoli

A margine di un’iniziativa a sostegno del No al referendum sulla riforma della giustizia, organizzata a Napoli dalla Fp Cgil, Maurizio Landini ha espresso una critica netta all’ipotesi di introdurre il sorteggio per la composizione del Consiglio superiore della magistratura. Rispondendo alle domande dei giornalisti, il segretario generale della Cgil ha utilizzato toni duri, mettendo in discussione la logica stessa della proposta.

Il paragone con politica e istituzioni elettive

Landini ha sollevato una questione di principio, chiedendosi perché il meccanismo del sorteggio dovrebbe essere applicato solo alla magistratura. “Perché non sorteggiamo i parlamentari? Perché non sorteggiamo i sindaci?”, ha domandato, sottolineando come una simile impostazione rischi di svilire il ruolo delle istituzioni rappresentative. Secondo il leader sindacale, il tema non riguarda solo la giustizia, ma il rispetto delle regole democratiche su cui si fonda il sistema istituzionale del Paese.

Il riferimento alle “palline calde”

Nel suo intervento, Landini ha richiamato anche episodi del passato, ricordando le polemiche sui sorteggi nei campionati del mondo di calcio e sulle cosiddette “palline calde”. Un paragone utilizzato per evidenziare, a suo giudizio, l’inadeguatezza del sorteggio come strumento per decidere la composizione di organi di garanzia. “Siamo su Scherzi a parte o siamo in un Paese serio e degno di questo nome?”, ha concluso, ribadendo la contrarietà della Cgil alla riforma oggetto del referendum.