Dopo l’omicidio di uno studente a La Spezia, lo psichiatra Paolo Crepet denuncia in tv la normalizzazione della violenza tra i giovani e chiama in causa adulti, scuola e società.
Le parole di Paolo Crepet in tv
Nel corso della trasmissione Ignoto X su La7, lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet è intervenuto con toni duri sul tema della violenza giovanile, definendola un fenomeno ormai socialmente accettato. Secondo Crepet, esiste oggi un vero e proprio fascino esercitato dalla violenza, percepita come qualcosa di “cool”, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti. Un’analisi che punta a smontare l’idea dell’episodio isolato, collocando il problema in un contesto molto più ampio.
Il caso di La Spezia e il contesto
L’intervento è arrivato all’indomani dell’omicidio di Abanoud Youssef, studente diciottenne ucciso il 16 gennaio all’interno dell’istituto Einaudi-Chiodo di La Spezia da un compagno diciannovenne. L’aggressione, avvenuta con un coltello dalla lama superiore ai 20 centimetri, ha portato all’arresto del giovane accusato di omicidio aggravato dai futili motivi. La magistratura ha parlato di modalità particolarmente violente, mentre in città centinaia di studenti sono scesi in piazza per chiedere maggiore sicurezza e attenzione al disagio giovanile.
Scuola, adulti e responsabilità educative
Nel suo intervento, Crepet ha chiamato in causa il mondo adulto, criticando la tendenza a minimizzare episodi di violenza liquidandoli come semplici “ragazzate”. Secondo lo psichiatra, questa sottovalutazione contribuisce a rafforzare comportamenti aggressivi e a legittimarli. Un passaggio centrale ha riguardato anche la scuola, che a suo giudizio deve tornare a esercitare pienamente il proprio ruolo educativo, senza rinunciare all’autorevolezza. Crepet ha infine richiamato l’impatto dei social media, indicati come uno strumento che amplifica e normalizza la violenza, trasformando le aggressioni in contenuti da esibire e condividere.
