Cruciani contro la magistratura: “Uno dentro casa sua non può difendersi come vuole”

Dopo l’uccisione del rapinatore durante una colluttazione in casa, il caso di Lonate Pozzolo continua a far discutere tra dichiarazioni dei familiari, interventi tv e sviluppi giudiziari.

La rapina finita nel sangue e le parole dei familiari

Continua a far discutere quanto accaduto a Lonate Pozzolo, dove Jonathan Rivolta ha sorpreso un uomo intento a rubare nella propria abitazione e, durante una colluttazione, lo ha ucciso con un coltello. La vittima è Adamo Massa, 37 anni, appartenente alla comunità sinti.

A riaccendere il dibattito sono state le dichiarazioni di un cugino di Massa, intervenuto nel programma Ore 14 Sera su Rai 2. Secondo il familiare, l’uomo non avrebbe aggredito il proprietario di casa e sarebbe stato presente “per lavorare”, parole che hanno suscitato nuove polemiche e reazioni contrastanti nell’opinione pubblica.

Il dibattito televisivo e il tema della legittima difesa

Il caso è stato al centro anche di Fuori dal coro, condotto da Mario Giordano su Rete 4. In studio è intervenuto Giuseppe Cruciani, che ha espresso l’auspicio che Rivolta non venga sottoposto a indagini, sottolineando il diritto di difendersi nella propria abitazione.

Nel confronto televisivo è emerso il timore che possa essere aperto un fascicolo per eccesso di legittima difesa, nonostante al momento Rivolta non risulti indagato. Un’ipotesi che ha alimentato ulteriormente il dibattito sul confine tra autodifesa e responsabilità penale.

Le tensioni successive e l’attesa per l’autopsia

Nei giorni successivi ai fatti, il sindaco Elena Carraro ha incontrato i familiari di Rivolta, riferendo uno stato di forte pressione e il timore di possibili ritorsioni. Preoccupazioni legate anche a quanto accaduto all’ospedale di Magenta, dove alcuni parenti di Massa avrebbero creato disordini subito dopo il decesso.

Il prossimo passaggio chiave è fissato per il 22 gennaio, quando verrà eseguito l’esame autoptico. L’accertamento dovrà chiarire le cause della morte e valutare anche il ruolo del mancato soccorso immediato: dopo il ferimento, infatti, Massa non sarebbe stato assistito sul posto, ma trasportato in auto dai complici per diversi chilometri prima dell’arrivo in ospedale. Un elemento che potrebbe risultare decisivo per la ricostruzione finale dei fatti.

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