Pacchetto sicurezza in arrivo in Consiglio dei ministri: multe ai genitori, più poteri al questore e ipotesi metal detector negli istituti considerati a rischio.
Il pacchetto sicurezza e l’ipotesi decreto
Il governo è al lavoro su un nuovo pacchetto di misure contro la violenza giovanile e l’uso di armi tra i minori. Il provvedimento potrebbe approdare in Consiglio dei ministri già nei prossimi giorni. All’interno della maggioranza, la Lega spinge per trasformare il disegno di legge in decreto, con l’obiettivo di rendere immediatamente operative le norme considerate più urgenti.
Da Seul, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha confermato che il dossier è in fase avanzata e che una riunione a Palazzo Chigi è in via di convocazione. La tempistica definitiva resta però legata al confronto tecnico e politico tra i ministeri coinvolti.
Le misure previste per minori e famiglie
Il pacchetto è articolato su due strumenti distinti. Un decreto legge introdurrebbe aree urbane a sorveglianza rafforzata, le cosiddette “zone rosse”. Un disegno di legge più ampio, invece, interviene direttamente sulla violenza giovanile.
Tra le misure previste figurano l’inasprimento delle pene per il porto ingiustificato di coltelli, aggravanti per i reati commessi in gruppo o in prossimità di scuole e parchi e un rafforzamento delle responsabilità genitoriali. In particolare, è prevista una sanzione amministrativa a carico di genitori o tutori dei minori responsabili di condotte violente, con importi compresi tra 200 e 1.000 euro.
Il testo estende inoltre l’ammonimento del questore anche ai ragazzi tra i 12 e i 14 anni, nei casi di lesioni, risse, minacce o violenza privata commesse con armi o oggetti atti a offendere. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che il provvedimento nasce da un lavoro tecnico avviato da mesi, anche alla luce di recenti episodi di cronaca come quello avvenuto a La Spezia.
Scuole e minori stranieri, le proposte sul tavolo
Accanto alle misure già previste, la Lega ha avanzato ulteriori proposte che riguardano in particolare i minori stranieri. Tra queste figurano una revisione dei ricongiungimenti familiari, l’esclusione dai benefici dell’accoglienza per chi commette reati e procedure più rapide di rimpatrio per i minori non accompagnati.
Nel dibattito rientra anche l’ipotesi di introdurre metal detector negli istituti scolastici, proposta dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. La misura, al momento non inserita nella bozza, sarebbe limitata ai casi in cui la comunità scolastica ne faccia richiesta e in presenza di situazioni oggettivamente critiche. Il confronto resta aperto, mentre il governo valuta se procedere con un intervento d’urgenza o seguire l’iter parlamentare ordinario.
