Tumore alla prostata, 1 uomo su 7 a rischio: come prevenirlo

 

Il carcinoma prostatico è il tumore più diffuso tra gli uomini. A Napoli esperti da tutta Europa fanno il punto su prevenzione, diagnosi e terapie innovative.

Un’emergenza sanitaria ancora poco conosciuta

È il tumore più frequente nella popolazione maschile, ma resta tra i meno discussi. Il carcinoma della prostata colpisce circa un uomo su sette nel corso della vita. In Italia sono circa 500mila gli uomini che convivono con questa diagnosi, mentre ogni anno si registrano circa 40mila nuovi casi. Dati che confermano la portata del fenomeno e che hanno aperto i lavori di un convegno internazionale dedicato all’innovazione in uro-oncologia, inaugurato a Napoli.

Napoli polo dell’uro-oncologia e della ricerca clinica

Per due giornate, il 16 e 17 gennaio, il capoluogo campano diventa punto di riferimento per il confronto scientifico sul tumore prostatico. Nella sede di Villa Doria d’Angri, l’Istituto Nazionale Tumori Pascale ospita uno dei principali appuntamenti del settore, riunendo specialisti italiani e internazionali.

Il meeting, sotto la responsabilità scientifica di Sandro Pignata e Sabrina Rossetti, conferma il ruolo dell’Irccs Pascale come centro di eccellenza nazionale in ambito uro-oncologico, con un’attenzione particolare all’integrazione tra ricerca, clinica e innovazione tecnologica.

Prevenzione, fattori di rischio e nuove terapie

A livello europeo, il tumore alla prostata è il più diagnosticato negli uomini over 50 e rappresenta la terza causa di morte oncologica maschile. Nell’Unione Europea, incide per oltre il 23% dei nuovi casi di cancro negli uomini. I principali fattori di rischio restano l’età, gli stili di vita e la familiarità, mentre la prevenzione risente ancora di barriere culturali che portano a diagnosi spesso tardive o casuali.

Il confronto scientifico ha posto l’accento sulle innovazioni terapeutiche, dalla chirurgia robotica – con particolare riferimento alle tecniche monoportali – alla medicina di precisione per i pazienti con mutazioni genetiche, come BRCA1 e BRCA2. Tra le terapie più avanzate spicca il trattamento con Lutetio-PSMA, una terapia radiometabolica che combina diagnosi e cura secondo il principio della teranostica. Indicata per forme avanzate e resistenti del carcinoma prostatico, richiede strutture altamente specializzate e un approccio multidisciplinare, oggi disponibile in pochi centri qualificati.

L’evento ha evidenziato come l’accesso a queste terapie rappresenti una leva strategica non solo per la sanità campana, ma per l’intero Mezzogiorno, rafforzando il ruolo di Napoli nella rete oncologica nazionale.