Marco Minniti sostiene la riforma Nordio: voto favorevole al referendum, stop al correntismo e sistema giudiziario più efficiente, in linea con i principi europei.
Il sostegno alla riforma Nordio e al referendum
“Permetterà di rompere il potere del correntismo”: con queste parole Marco Minniti, presidente della Fondazione Med-Or ed ex ministro dell’Interno nel governo Paolo Gentiloni, ha annunciato il proprio sostegno al referendum sulla giustizia. In un’intervista al Il Foglio, Minniti ha definito la riforma Nordio un passo in avanti capace di rendere l’Italia più moderna, più europea e anche più sicura.
Secondo l’ex ministro, il provvedimento non rappresenta un tentativo di assoggettare la magistratura al potere politico, come sostiene una parte dell’opposizione, ma un intervento strutturale volto a rafforzare l’efficienza del sistema giudiziario.
Separazione delle carriere e visione europea
Nel suo ragionamento, Minniti ha richiamato il percorso avviato da Giuliano Vassalli, ricordando come la separazione delle carriere sia stata a lungo rinviata per ragioni politiche. A suo giudizio, questo passaggio non costituisce una minaccia, ma uno strumento per migliorare il funzionamento della giustizia.
L’ex ministro ha inoltre sottolineato la dimensione europeista della riforma, spiegando che l’intervento avvicina l’ordinamento italiano ai principi e alle garanzie fondamentali condivise a livello europeo, rafforzando la tutela dei diritti individuali in un contesto internazionale complesso.
Sicurezza, democrazia e fine delle correnti
Minniti ha respinto anche l’idea che la riforma possa indebolire la democrazia. Al contrario, ha ribadito che sicurezza e democrazia sono elementi complementari e non contrapposti. Un sistema giudiziario più rapido ed efficiente, ha spiegato, consente di individuare e punire con maggiore efficacia i responsabili dei reati.
Nel suo intervento ha infine posto l’accento sulla necessità di superare il meccanismo delle correnti nella magistratura, riconoscendo la legittimità di sensibilità culturali diverse ma denunciando la trasformazione delle correnti in strutture di potere. Un cambiamento che, secondo Minniti, rappresenta uno dei nodi centrali affrontati dalla riforma.
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