Ilaria D’Amico: “La religione viene usata in questo modo, per rendere buio, offuscare le menti e dominare”

Nel talk show di Paolo Del Debbio si discute della repressione a Teheran e delle divisioni politiche sull’ipotesi di un intervento internazionale a sostegno dei manifestanti.

Nel programma “4 di sera” si è tornati a discutere della repressione in Iran e del destino delle proteste popolari, tra sostegno al popolo iraniano e dubbi sull’azione militare esterna.

Le proteste in Iran al centro del confronto

Nel corso di 4 di sera, condotto da Paolo Del Debbio, il focus è tornato su quanto sta accadendo in Iran, dove le manifestazioni contro il regime sono state duramente represse. Nel dibattito è emersa la posizione di una parte della sinistra italiana, che dichiara solidarietà ai manifestanti ma esprime forti riserve sull’ipotesi di un intervento degli Stati Uniti per rovesciare la leadership religiosa guidata da Ali Khamenei, sul modello di quanto avvenuto in Caracas con Nicolás Maduro.

L’intervento di Ilaria D’Amico

Tra gli ospiti in studio, Ilaria D’Amico ha offerto una riflessione storica e culturale sulla nascita e sul consolidamento del potere teocratico in Iran. Richiamando anche il racconto di Oriana Fallaci, D’Amico ha descritto l’instaurarsi del regime degli ayatollah come una fase in cui “tutto è diventato buio”, con la religione utilizzata come strumento di controllo e dominio.

Secondo la giornalista, il coraggio delle nuove generazioni e delle donne iraniane rappresenta un elemento decisivo di resistenza, ma potrebbe non essere sufficiente da solo a scardinare un potere così radicato.

Il nodo dell’appoggio internazionale

Nel confronto è emersa l’idea che un sostegno esterno possa risultare determinante per mettere fine al sistema teocratico, pur restando forti le perplessità politiche e morali sull’uso della forza. Il dibattito televisivo ha così evidenziato una linea di frattura già presente nel panorama politico italiano: solidarietà al popolo iraniano, ma divisioni profonde sulle modalità con cui la comunità internazionale dovrebbe intervenire per favorire un cambiamento di regime.

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