Gasparri presenta un esposto: “Vogliamo chiarire se a Bellavia arrivano documenti dalle procure”

Gasparri presenta un esposto: “Chiarire l’origine dei documenti e i rapporti tra procure e informazione”

Il capogruppo di Forza Italia in Senato chiede alla Procura di Milano di verificare la provenienza dei materiali finiti al centro delle inchieste televisive e il ruolo del consulente Bellavia. Le dichiarazioni in un’intervista a Il Tempo.

Un esposto alla Procura di Milano per fare luce sull’origine di documenti riservati e sui canali attraverso cui sarebbero circolati. È l’iniziativa annunciata da Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato e componente delle commissioni Antimafia e Vigilanza Rai.

L’esposto e la richiesta di chiarimenti

Gasparri spiega che l’obiettivo dell’esposto è esclusivamente cautelativo: comprendere da dove provenga la documentazione che sarebbe stata utilizzata o analizzata dal consulente Gaetano Bellavia, già al centro di polemiche. “Vogliamo capire soltanto l’origine dei materiali”, sottolinea, chiarendo che non si tratta di accuse preventive ma di una richiesta di accertamento.

Il senatore teme l’esistenza di un intreccio tra ambienti giudiziari e informativi. In particolare, solleva interrogativi sul rapporto tra la trasmissione Report e il consulente: secondo Gasparri, resta da chiarire se le informazioni circolate provengano da fonti aperte o da fascicoli riservati delle procure. “È legittimo chiedersi se siano state usate banche dati accessibili solo a pochi”, osserva, evidenziando incongruenze nelle versioni fornite dallo stesso Bellavia su alcuni documenti.

I nomi citati e il precedente Striano

Un punto ritenuto particolarmente rilevante riguarda l’elenco di persone citate nelle carte: non solo magistrati, ma anche figure che non risultano indagate, come Gianni Letta, Geronimo La Russa e Luca Barbareschi. La presenza di questi nomi, secondo Gasparri, rafforza la necessità di verificare come e perché tali informazioni siano finite in circuiti mediatici.

Il capogruppo azzurro richiama inoltre la precedente “dossieropoli” legata al caso Pasquale Striano, sottolineando come, nonostante il clamore suscitato, si torni a parlare di presunti furti di dati e accessi a informazioni sensibili. A suo giudizio, anche in questa vicenda l’Antimafia avrebbe supplito a una scarsa iniziativa della magistratura ordinaria.

Il nodo Antimafia e il caso De Raho

Gasparri torna infine a chiedere le dimissioni di Federico Cafiero de Raho, oggi vicepresidente della Commissione Antimafia, ritenendo la sua posizione incompatibile. Pur ribadendo che non vi siano accuse personali, il senatore parla di un conflitto evidente: “Non si può essere parte dell’organo che indaga su vicende che ti riguardano, anche solo indirettamente”.

Un ragionamento che estende anche al senatore Roberto Scarpinato, richiamando il tema della trasparenza e della credibilità delle istituzioni. “Su questi punti – conclude Gasparri – non faremo sconti: è un dovere capire se e come dati riservati siano finiti fuori dai canali istituzionali”.

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