A Dritto e rovescio confronto acceso sul nuovo decreto sicurezza: il capogruppo di FdI chiede un sì o un no alle misure del governo, l’europarlamentare dem evita la risposta.
Il botta e risposta a Dritto e rovescio
Nel corso dell’ultima puntata di Dritto e rovescio, il tema della sicurezza è diventato terreno di uno scontro frontale tra Galeazzo Bignami e Brando Benifei. Ospiti del programma condotto da Paolo Del Debbio su Rete 4, i due esponenti politici hanno discusso del nuovo pacchetto di misure contro la criminalità promosso dal governo guidato da Giorgia Meloni.
Bignami ha ricordato come, in occasione dei precedenti interventi normativi, le opposizioni avessero parlato di “torsione securitaria” e di “militarizzazione delle città”. Da qui la domanda rivolta direttamente al Pd: se oggi la linea è cambiata, il nuovo decreto sicurezza verrà votato oppure no?
Le domande sul decreto e l’attacco al Pd
Il capogruppo di Fratelli d’Italia ha incalzato l’europarlamentare dem chiedendo risposte nette su singoli punti del provvedimento: inasprimento delle pene, aumento delle sanzioni, maggiori poteri alle forze dell’ordine, rafforzamento delle cosiddette “zone rosse” e apertura di nuovi Centri di permanenza per i rimpatri. Una sequenza di domande chiuse, formulate per ottenere un sì o un no.
Secondo Bignami, l’assenza di una risposta chiara dimostrerebbe l’ambiguità del Partito democratico sul tema della sicurezza e la difficoltà, a suo dire, di sostenere misure che puntano a un approccio più rigoroso nella lotta alla criminalità.
L’intervento di Giuseppe Cruciani
Nel dibattito è intervenuto anche Giuseppe Cruciani, voce storica de La Zanzara, ospite fisso della trasmissione. Cruciani ha sostenuto la necessità di misure straordinarie per situazioni straordinarie, indicando come esempio le principali stazioni ferroviarie italiane, che a suo avviso dovrebbero essere presidiate in modo continuativo da militari e forze di polizia.
Nel suo intervento ha criticato la posizione delle opposizioni, accusate di non avere credibilità sul tema della sicurezza dopo aver osteggiato espulsioni, respingimenti, accordi internazionali e sgomberi, ritenuti invece strumenti indispensabili per garantire ordine e tutela dei cittadini.
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