Guido Crosetto: “Fiero degli aiuti a Kiev”. Flash mob del “Team Vannacci”

Alla Camera il ministro della Difesa difende l’invio di aiuti a Kiev. Il centrodestra approva la risoluzione, ma emergono distinguo nella Lega e nuove fratture tra M5S, Avs e Pd.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha rivendicato in Aula la linea seguita dall’Italia sull’Ucraina, definendola una scelta per impedire la distruzione del Paese e la sottomissione della sua popolazione. Un intervento accolto dagli applausi di Fratelli d’Italia e Forza Italia, mentre tra i banchi della Lega il sostegno è apparso più tiepido, con numerose assenze al momento del voto.

Il discorso del ministro e il voto in Aula

Nel corso delle comunicazioni, Crosetto ha ribadito che sostenere Kiev non significa prolungare la guerra, ma evitare una “pace apparente e fragile” fondata sull’ingiustizia. Ha ricordato i bombardamenti notturni su Kiev e spiegato che, se l’Italia avesse avuto mezzi ulteriori per difendere i civili, li avrebbe messi a disposizione. La risoluzione della maggioranza è stata approvata a larga maggioranza alla Camera.

Parallelamente, davanti a Montecitorio si è svolto un flash mob del “Team Vannacci”, legato all’associazione Mondo al contrario, con uno striscione contro i finanziamenti militari all’Ucraina. Alla protesta hanno partecipato anche i deputati leghisti Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, che in Aula hanno votato contro la risoluzione. In Senato, invece, il capogruppo Massimiliano Romeo ha assicurato che i presenti del Carroccio hanno votato compatti a favore.

Le divisioni nelle opposizioni

Anche tra le opposizioni il voto ha evidenziato fratture. Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno presentato risoluzioni per interrompere l’invio di armi a Kiev. Di segno opposto le posizioni di Partito Democratico, Italia Viva, Azione e +Europa, favorevoli al sostegno all’Ucraina.

I dem hanno scelto l’astensione sui testi della maggioranza e delle altre opposizioni, votando però contro l’impegno allo stop delle armi. La linea ha suscitato critiche interne, con la deputata Lia Quartapelle che ha contestato il testo M5S, accusato di subordinare il sostegno ai manifestanti a condizioni politiche.

Il nodo Iran e il tentativo di ricomposizione

Dopo l’astensione dei pentastellati sulla mozione bipartisan sull’Iran in commissione Esteri al Senato, alla Camera Giuseppe Conte ha promosso una risoluzione con un impegno aggiuntivo contro azioni militari unilaterali fuori dal diritto internazionale. Il testo, firmato anche da Nicola Fratoianni, è stato votato da Pd e Avs, pur senza la controfirma dei dem.

Le polemiche non sono mancate. Da Più Europa è arrivata la critica di Benedetto Della Vedova, che ha parlato di un’occasione persa per una posizione unitaria. Conte ha replicato sottolineando che il Pd ha comunque votato il testo e ribadendo le distanze sulle armi a Kiev, collegando il dibattito anche alle valutazioni sull’intervento americano in Venezuela e al conflitto in Ucraina.

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