Piramide alimentare Usa sotto accusa: nutrizionisti italiani lanciano l’allarme

La Società italiana di nutrizione avverte: la nuova piramide alimentare Usa, se divulgata senza spiegazioni, può favorire scelte alimentari scorrette e rischi per la salute.

Le perplessità della Società italiana di nutrizione umana

La diffusione delle nuove linee guida alimentari statunitensi, accompagnate dalla rappresentazione di una piramide “capovolta”, suscita forti perplessità tra gli esperti italiani. La Società italiana di nutrizione umana (Sinu) segnala il rischio che una comunicazione semplificata e priva di adeguata contestualizzazione induca una parte della popolazione a modelli alimentari non salutari, vanificando anni di lavoro di ricerca e prevenzione.

Secondo la Sinu, il dibattito va inserito nel contesto delle abitudini alimentari statunitensi, caratterizzate da un largo consumo di prodotti pronti e ultra-processati, che arrivano a coprire circa il 60% dell’apporto energetico quotidiano, contro una quota nettamente inferiore registrata in Italia. In questo quadro, l’invito a privilegiare alimenti freschi e poco lavorati viene considerato condivisibile.

Le contraddizioni delle nuove linee guida

Gli esperti ricordano che la piramide tradizionale, con i cereali alla base, non ha inciso sul peggioramento dello stato di salute della popolazione americana, dove oltre il 70% degli adulti è in sovrappeso o obeso e una quota significativa di adolescenti presenta condizioni di prediabete. Tuttavia, viene sottolineato che quel modello alimentare è stato seguito in modo coerente solo da una minoranza della popolazione.

Tra gli elementi critici emerge anche la raccomandazione di aumentare il consumo di carne per incrementare l’apporto proteico. La Sinu evidenzia come manchi una distinzione chiara tra le diverse fonti di proteine, considerando che molti cittadini statunitensi assumono già quantità più che adeguate di proteine nella dieta quotidiana.

Proteine, grassi e messaggi poco chiari

Un ulteriore punto di attenzione riguarda la possibile liberalizzazione del consumo di grassi di origine animale, presentati come “salutari” nella parte alta della nuova piramide. Secondo i nutrizionisti italiani, questa indicazione non trova un solido supporto nelle evidenze scientifiche, che continuano invece ad associare migliori esiti di salute al consumo di proteine vegetali e di pesce.

Infine, la Sinu segnala una criticità comunicativa: l’immagine che accompagna le nuove linee guida non chiarisce se la piramide rappresenti una frequenza di consumo o solo una classificazione per gruppi alimentari. Un’ambiguità che, senza spiegazioni adeguate, rischia di aumentare la confusione tra i consumatori.

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