Ospite a DiMartedì, Maurizio Landini attacca governo e politiche economiche: pensioni più lontane, tasse più alte e proposta di una patrimoniale per finanziare sanità e salari.
Landini a DiMartedì: pensioni e fisco nel mirino
Ospite di DiMartedì, il segretario generale della CGIL Maurizio Landini è intervenuto nel programma condotto da Giovanni Floris su La7, affrontando una lunga serie di temi economici e sociali. Al centro del suo intervento, la critica all’innalzamento dell’età pensionabile e all’aumento della pressione fiscale, giudicati come fattori che starebbero comprimendo diritti e prospettive future per lavoratori e pensionati.
Secondo Landini, i dati sull’occupazione vengono spesso letti in modo parziale: l’aumento riguarda soprattutto la fascia degli over 55, mentre giovani e donne continuano a restare ai margini. “Non si va più in pensione – ha spiegato – e questo spiega perché crescono gli occupati più anziani”.
Drenaggio fiscale e proposta di patrimoniale
Un altro punto centrale riguarda il cosiddetto drenaggio fiscale. Landini ha sostenuto che negli ultimi anni lavoratori dipendenti e pensionati avrebbero versato circa 25 miliardi di euro in più senza un reale ritorno in termini di reddito netto. A suo giudizio, l’aumento del lordo non si sarebbe tradotto in un beneficio concreto in busta paga.
Da qui la proposta avanzata dalla CGIL: introdurre un contributo di solidarietà sugli ultra-milionari e sugli ultra-miliardari. La misura, secondo Landini, riguarderebbe una platea ristretta – circa 500mila persone – con redditi netti superiori ai due milioni di euro annui. Un aumento dell’aliquota dell’1%, ha spiegato, non inciderebbe in modo significativo su questi redditi ma consentirebbe allo Stato di reperire risorse per sanità, salari e politiche industriali.
Spesa pubblica e priorità sociali
Nel corso della trasmissione, il leader sindacale ha criticato anche le scelte di spesa pubblica, in particolare l’aumento degli investimenti nel settore della difesa, ritenuto poco coerente con le difficoltà economiche di ampie fasce della popolazione. Secondo Landini, il governo non avrebbe affrontato i nodi strutturali del Paese, lasciando irrisolti i problemi del precariato e della tenuta del sistema sociale.
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