La Commissione Esteri del Senato approva una risoluzione di sostegno al popolo iraniano contro la repressione del regime. Tutti favorevoli tranne il Movimento 5 Stelle, che si astiene.
La Commissione Esteri del Senato ha approvato una risoluzione unitaria di sostegno al popolo iraniano, colpito da una repressione durissima durante le proteste di piazza contro il regime degli ayatollah. Il testo ha ottenuto il voto favorevole di tutti i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione, con un’unica eccezione: il Movimento 5 Stelle, che ha scelto l’astensione.
I rappresentanti pentastellati hanno motivato la decisione spiegando di aver chiesto l’inserimento, nel documento, di una condanna esplicita di un eventuale ricorso alla forza da parte di Donald Trump. Una richiesta che non è stata accolta e che ha portato alla scelta di non votare a favore della risoluzione.
Le reazioni della maggioranza e le accuse ai grillini
L’astensione dei 5 Stelle ha innescato una serie di reazioni politiche. La senatrice di Fratelli d’Italia Ester Mieli, componente della Commissione Esteri e Difesa, ha parlato di una posizione “ingiustificabile”, sostenendo che la risoluzione chiedeva unicamente l’impegno del governo a utilizzare tutti gli strumenti diplomatici per fermare la repressione contro manifestanti pacifici.
Secondo Mieli, il voto in Commissione dimostrerebbe l’assenza di una reale unità nel cosiddetto “campo largo”, anche su temi di politica estera e diritti umani che, a suo giudizio, non dovrebbero lasciare spazio a distinguo.
Critiche bipartisan e il commento di Calenda
Ancora più duro il giudizio della senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d’Italia–Nm–Udc–Maie, che ha accusato il Movimento 5 Stelle di aver compiuto “l’ennesimo errore” su dossier internazionali, rifiutando di sostenere un’azione diplomatica in difesa di cittadini che protestano contro una teocrazia.
Sulla stessa linea il leader di Azione, Carlo Calenda, che sui social ha sottolineato come i 5 Stelle siano stati gli unici ad astenersi su una mozione di condanna della repressione in Iran, definendo la scelta coerente con altre posizioni assunte dal movimento su scenari internazionali controversi.
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