Ezio Mauro contro Trump a DiMartedì: “Negata la base della democrazia”

A DiMartedì su La7 l’editorialista Ezio Mauro attacca Donald Trump sul rifiuto del diritto internazionale e critica Giorgia Meloni per l’affinità ideologica con il trumpismo.

Le parole di Ezio Mauro a DiMartedì

Ospite di DiMartedì, condotto da Giovanni Floris, Ezio Mauro ha espresso un giudizio netto sulle recenti dichiarazioni di Donald Trump. Rispondendo a una domanda sui limiti del proprio potere, l’ex presidente americano aveva affermato di riconoscere come unici argini la propria moralità e il proprio intelletto, sostenendo di non avere bisogno del diritto internazionale.

Secondo Mauro, si tratta di una presa di posizione che mina un pilastro fondamentale della democrazia. L’editorialista ha ricordato che la convivenza democratica, sia tra individui sia tra Stati, si fonda sulla consapevolezza del limite: la libertà di ciascuno incontra quella degli altri e deve necessariamente trovare una composizione. Questo principio, ha spiegato, è alla base della coesistenza internazionale e della vita civile all’interno delle società.

Governare o comandare: il nodo del potere

Nel suo intervento, Mauro ha sottolineato come la visione espressa da Trump rappresenti una rottura con l’idea stessa di governo. A suo giudizio, il leader americano risponde soltanto a se stesso, decidendo in autonomia cosa sia lecito o meno. Una postura che segna il passaggio dal governare al comandare, sintomo di una fase storica in cui la complessità del mondo viene affrontata non con regole condivise ma con l’esercizio diretto del potere.

L’editorialista ha aggiunto che il consenso di cui godono simili posizioni autoritarie presso una parte dell’opinione pubblica rivela un cambiamento profondo: molti cittadini, sotto la pressione delle crisi, avrebbero già interiorizzato un atteggiamento da sudditi, accettando l’idea di un potere senza contrappesi.

Il riferimento a Giorgia Meloni e al premierato

Nel suo ragionamento Mauro ha chiamato in causa anche Giorgia Meloni. Secondo il giornalista, l’idea che l’Italia possa fungere da ponte tra Stati Uniti ed Europa maschera in realtà una convergenza ideologica tra la destra italiana e il trumpismo.

Mauro ha collegato questa affinità al progetto del premierato, interpretandolo come la ricerca di una potestà supplementare da parte dell’esecutivo. Una spinta che, a suo avviso, nasce dall’insoddisfazione per i poteri già conquistati attraverso il voto e riflette una tendenza diffusa nelle destre a rafforzare l’autorità del governo oltre i limiti tradizionali dell’equilibrio democratico.

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