Boldrini contro il governo su liberazione Trentini: “In prigione per oltre 400 giorni, francesi sono usciti prima”

Felicità per Trentini e Burlò, Boldrini critica i tempi e l’azione diplomatica del governo

L’ex presidente della Camera accoglie con gioia la liberazione dei due italiani ma solleva dubbi sulle scelte e i tempi dell’esecutivo Meloni.

Laura Boldrini accoglie con soddisfazione la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò ma lamenta i ritardi e critica l’azione diplomatica del governo italiano.

Soddisfazione per la liberazione ma critiche sui tempi

L’ex presidente della Camera Laura Boldrini ha espresso gratitudine e sollievo per la notizia della scarcerazione del cooperante Alberto Trentini e dell’imprenditore Mario Burlò, detenuti in Venezuela per oltre 420 giorni e rientrati presso l’ambasciata italiana a Caracas prima del loro ritorno in patria. La liberazione è stata annunciata lunedì 12 gennaio, dopo 423 giorni di detenzione per Trentini.

Pur definendo la notizia “una gioia” e riconoscendo il sollievo delle famiglie, Boldrini ha contesto i lunghi tempi impiegati per arrivare alla scarcerazione. Secondo la deputata dem, il periodo trascorso tra l’arresto e la liberazione è stato “infinito, lunghissimo e insopportabile” per i detenuti e i loro cari, e avrebbe dovuto vedere un impegno più tempestivo da parte della diplomazia italiana.

Confronto con altri casi e critica all’azione di Trump

Nel corso di un’intervista al programma Tagadà, Boldrini ha inoltre sottolineato come cittadini di altri Paesi siano stati liberati prima di Trentini e Burlò, citando in particolare il caso dei francesi, e ha messo in dubbio la strategia adottata dall’Italia nelle fasi precedenti.

L’esponente del Pd ha anche espresso una netta posizione critica nei confronti dell’azione militare di Donald Trump che ha portato alla destituzione del presidente venezuelano Nicolás Maduro, definendola “assolutamente condannabile” e contraria al diritto internazionale. Secondo lei, intervenire in un Paese straniero senza mandato legale apre a un pericoloso precedente di violazione della sovranità statale.

Distinzione tra condanna del regime e critica alla forza

Boldrini ha chiarito la sua posizione sulla figura dell’ex presidente venezuelano, ribadendo che il suo partito non ha mai avuto alcuna simpatia per Maduro, definito un dittatore, ma ha distinto tra la critica al regime e quella alle modalità con cui è stata condotta l’azione internazionale che ha favorito la liberazione dei due italiani. La deputata ha affermato che il contrasto a un regime autoritario non può giustificare interventi militari privi di legittimazione giuridica, riservando invece al dialogo e alla diplomazia il ruolo principale nella tutela dei diritti umani e nella risoluzione di crisi internazionali.

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