La Lega chiede di aumentare il contingente dell’Esercito impiegato in Strade Sicure. Forza Italia frena sull’uso dei militari come polizia, Avs parla di risposta populista.
La proposta della Lega in Commissione Difesa
Rafforzare l’operazione Strade Sicure aumentando la presenza dell’Esercito sul territorio, senza però trasformare i militari in una forza di polizia. È su questo terreno che si apre un nuovo confronto politico sulla sicurezza. A rilanciare l’iniziativa è la Lega. Il capogruppo in Commissione Difesa alla Camera Eugenio Zoffili ha annunciato che giovedì 15 gennaio inizierà l’esame della risoluzione presentata dal suo gruppo per aumentare il numero dei militari dell’Esercito Italiano impegnati nell’operazione.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare i presidi nelle città, ai confini, nelle stazioni ferroviarie e nei luoghi considerati sensibili, ampliando l’attuale contingente di circa 6.800 unità con almeno altri 1.000 militari. Secondo Zoffili, la sicurezza deve restare una priorità assoluta e il potenziamento dell’Esercito si inserisce nel quadro più ampio delle politiche del governo.
Il ruolo del governo e le cautele di Forza Italia
Il deputato leghista ha collegato la proposta alle iniziative dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, ricordando l’assunzione programmata di 39 mila agenti delle Forze di polizia e il rafforzamento dei vigilantes di FS Security nelle stazioni e sui treni, misure fortemente sostenute dal vicepremier e ministro Matteo Salvini. Zoffili ha auspicato una condivisione trasversale della risoluzione, criticando chi, anche all’interno della maggioranza, ha espresso contrarietà all’operazione.
Più prudente la posizione di Forza Italia. Il portavoce nazionale e vicecapogruppo alla Camera Raffaele Nevi ha sottolineato che l’obiettivo principale è aumentare la percezione di un Paese sicuro e in controllo del territorio. Allo stesso tempo, ha ricordato che i militari hanno più volte evidenziato di non voler essere impiegati come forza di polizia, poiché dotati di una formazione diversa rispetto agli operatori della sicurezza pubblica.
Le critiche di Alleanza Verdi e Sinistra
Sul fronte delle opposizioni, Alleanza Verdi e Sinistra ha espresso una posizione nettamente critica. Il deputato Filiberto Zaratti ha definito la proposta una risposta populista ai problemi di sicurezza, sostenendo che non esista un’emergenza tale da giustificare un ulteriore impiego dei militari nelle città.
Secondo Zaratti, il rischio è quello di alimentare un allarme sociale non supportato dai dati, trasformando il tema della sicurezza in uno strumento di scontro politico. Il dibattito parlamentare in Commissione Difesa chiarirà ora se e come la proposta della Lega potrà trovare un punto di equilibrio tra esigenze operative, limiti istituzionali e posizioni politiche divergenti.
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