L’opposizione lancia la mobilitazione contro la riforma della giustizia. Il voto è fissato per il 22 e 23 marzo. Al centro il tema dell’indipendenza della magistratura.
L’avvio della campagna e la data del voto
È entrata nel vivo la campagna per il No al referendum sulla giustizia, promossa dal comitato “Società civile per il No”. L’annuncio ufficiale della data – 22 e 23 marzo – è arrivato dalla presidente del Consiglio durante la conferenza stampa di inizio anno, aprendo di fatto una fase di confronto politico destinata a intensificarsi nelle prossime settimane.
Alla presentazione del comitato hanno partecipato esponenti del mondo sindacale, associativo e politico. In platea e sul palco, tra gli altri, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Presente anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
Le critiche di Schlein e Conte alla riforma
Dal palco, la segretaria del Partito democratico ha contestato l’impianto della riforma, sostenendo che non produrrebbe benefici concreti sul funzionamento del sistema giudiziario. Secondo Schlein, il testo non interviene su nodi strutturali come il sovraffollamento delle carceri né sulla situazione della polizia penitenziaria, e avrebbe un impatto minimo anche sulla separazione delle carriere.
La leader dem ha quindi messo in discussione le finalità del provvedimento, affermando che la riforma risponderebbe a interessi politici e non all’esigenza di migliorare l’efficienza della giustizia. Nel suo intervento ha ribadito che, anche in caso di futura vittoria elettorale del centrosinistra, il Pd non intenderebbe limitare l’autonomia della magistratura ma mantenerne il ruolo di controllo.
Sulla stessa linea Giuseppe Conte, che ha criticato l’idea di una convergenza di indirizzo tra governo e giudici. L’ex premier ha parlato di un rischio per l’equilibrio dei poteri, sostenendo che la riforma potrebbe favorire una classe politica meno sottoposta a controlli e responsabilità.
La mobilitazione dell’opposizione e i prossimi passi
Il segretario della Cgil Landini ha invitato a una mobilitazione capillare sui territori, sottolineando che la posta in gioco riguarda, a suo avviso, il funzionamento della democrazia. Bonelli si è detto fiducioso sull’esito del voto, mentre Fratoianni ha accusato il governo di voler ridimensionare il ruolo dei giudici.
Con la data ormai fissata, i promotori del No puntano a intensificare la raccolta firme e le iniziative pubbliche, preparandosi a una campagna referendaria che si annuncia centrale nel dibattito politico dei prossimi mesi.
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