Casi in rapido aumento in tutta la Penisola, reparti sovraffollati e rischio tenuta del sistema sanitario con il rientro a scuola e al lavoro.
Sistema sanitario sotto stress e numeri in crescita
L’ondata di influenza K sta attraversando l’Italia da Nord a Sud, determinando un aumento significativo degli accessi ai pronto soccorso e dei ricoveri per polmonite. In numerose strutture sanitarie la carenza di posti letto ha portato all’assistenza dei pazienti in barella nei corridoi.
Secondo i dati relativi alla prima settimana del 2026, i nuovi casi settimanali hanno raggiunto quota 802.879, mentre il totale dei contagi stagionali ha superato 7,5 milioni. L’incidenza nazionale si attesta a 14,07 casi ogni mille assistiti. Gli esperti segnalano che il picco potrebbe essere imminente, ma resta elevata l’incognita legata al rientro nelle scuole e nei luoghi di lavoro dopo le festività, fattore che potrebbe alimentare ulteriormente la circolazione del virus.
Tre regioni oltre la media nazionale
Tre regioni registrano valori nettamente superiori alla media italiana. In Campania l’incidenza è pari a 20,52 casi per mille assistiti, in Sicilia a 19,41, nelle Marche a 18,52.
In Sicilia la situazione viene definita particolarmente critica, con livelli di sovraffollamento ospedaliero che superano il 350%, aggravati da una ridotta adesione alla campagna vaccinale. In Campania la pressione sul servizio di emergenza è elevata: all’ospedale Cardarelli di Napoli i ricoveri risultano in aumento del 25% e circa il 30% dei pazienti ospedalizzati presenta polmoniti di origine virale. In Lombardia si registra una crescita costante degli accessi ai pronto soccorso, con oltre 6mila ingressi nell’ultima settimana monitorata.
Bambini e anziani le categorie più colpite
Le fasce di popolazione maggiormente interessate restano i bambini tra 0 e 9 anni e gli over 70. Nel solo periodo compreso tra il 22 e il 28 dicembre sono stati segnalati oltre 2.200 casi di polmonite. A Roma si stimano circa 50mila persone costrette a letto dall’infezione.
Nel Lazio l’incidenza tra gli anziani appare più contenuta rispetto ad altre aree, anche grazie a una risposta significativa alla campagna vaccinale, con 1,2 milioni di dosi somministrate. L’emergenza riguarda soprattutto la fascia 0-4 anni, mentre le centrali operative del 118 segnalano un volume di richieste senza precedenti. L’invito rivolto ai cittadini è di evitare chiamate improprie ai numeri di emergenza e di rivolgersi ai medici di medicina generale per la gestione dei sintomi, che possono protrarsi anche per 20 giorni ma risultano spesso trattabili a domicilio.
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