Una ricerca su donne over 70 mostra che raggiungere un certo numero di passi anche solo nel weekend riduce mortalità e rischio cardiaco. Conta il volume, non la costanza quotidiana.
I dati dello studio e i risultati sulla mortalità
Dimenticare l’obiettivo dei 10.000 passi al giorno potrebbe non essere un errore, soprattutto dopo i 60 anni. A suggerirlo è una ricerca condotta dalla Harvard University, che ha seguito per oltre dieci anni più di 13.500 donne statunitensi, con un’età media di 72 anni.
I risultati, pubblicati su una rivista scientifica internazionale di medicina sportiva, indicano che raggiungere almeno 4.000 passi anche solo uno o due giorni a settimana è associato a una riduzione del 26% della mortalità per tutte le cause e del 27% dei decessi per malattie cardiovascolari.
Il beneficio cresce ulteriormente per chi riesce a raggiungere la stessa soglia tre giorni a settimana, con un calo del rischio di morte che arriva fino al 40%.
Conta il volume complessivo, non la frequenza
L’aspetto più rilevante emerso dall’analisi riguarda il modo in cui l’attività fisica viene distribuita nel tempo. Secondo i ricercatori, non è fondamentale camminare ogni giorno, ma accumulare un volume complessivo sufficiente di passi nell’arco della settimana.
Per molte persone anziane, l’idea di un’attività fisica quotidiana può risultare scoraggiante o difficile da sostenere. Lo studio suggerisce invece che anche periodi di maggiore sedentarietà alternati a camminate più lunghe concentrate in pochi giorni producono comunque effetti protettivi significativi sul cuore e sulla salute generale.
Un messaggio pratico per chi è sedentario
Il dato apre a un approccio più flessibile allo stile di vita attivo. Anche chi riesce a muoversi solo nel fine settimana, o in poche giornate, non perde i benefici dell’attività fisica. Ogni passo in più, se accumulato fino a una soglia minima, contribuisce a ridurre il rischio cardiovascolare e ad aumentare la longevità.
La conclusione dei ricercatori è chiara: muoversi quando si può è meglio che non muoversi affatto, e il corpo trae vantaggio anche da un’attività fisica non quotidiana ma sufficientemente intensa nel totale settimanale.
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