“Valditara: “Per fortuna Schlein e Landini non sono al Governo, l’avrebbero sfasciata: sfascisti”

Valditara a Varese difende poesia e geografia: “Senza basi non c’è cittadinanza”

Il ministro dell’Istruzione risponde alle critiche sui programmi scolastici, rivendica il ritorno alla memoria e rivela dati sul recupero di studenti a rischio abbandono.

Geografia, storia e conoscenza del territorio

“Per fortuna che Schlein e Landini non sono al Governo della Repubblica, l’avrebbero sfasciata: sfascisti”. A Varese, durante un incontro nella sede della Provincia, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è intervenuto sul tema delle modifiche ai programmi scolastici, soffermandosi in particolare su storia e geografia. Come riportato dal quotidiano Il Giornale, Valditara ha citato indagini demoscopiche che evidenziano una conoscenza insufficiente del territorio nazionale da parte degli studenti, richiamando ad esempio la difficoltà nel collocare correttamente il fiume Po.

Il ministro ha riconosciuto la rilevanza di temi contemporanei come l’ecologia e figure simboliche del dibattito ambientale, ma ha ribadito che la formazione deve partire dalle basi: la conoscenza geografica è indicata come prerequisito per comprendere il contesto in cui si vive e per esercitare una cittadinanza consapevole.

Abbandono scolastico e risultati degli ultimi anni

Nel corso dell’incontro, Valditara ha affrontato anche il tema dell’abbandono scolastico. Secondo quanto riferito, negli ultimi tre anni il sistema scolastico italiano avrebbe riportato a scuola circa 500mila studenti che in precedenza avevano interrotto o reso discontinua la frequenza.

Il dato è stato presentato come uno degli effetti delle politiche messe in campo per contrastare la dispersione, considerata uno dei principali nodi strutturali dell’istruzione italiana.

Poesie a memoria e scontro politico

Il ministro ha poi replicato alle critiche ricevute per la scelta di reintrodurre lo studio delle poesie a memoria. Valditara ha riferito di essere stato accusato, anche in ambito politico e culturale, di posizioni ideologiche per questa decisione, respingendo tali letture e rivendicando il valore educativo della memorizzazione.

Nel suo intervento non è mancato un passaggio polemico sul piano politico. Il ministro ha rivolto una critica all’opposizione, citando Elly Schlein e Maurizio Landini, affermando che un loro eventuale ruolo di governo avrebbe avuto effetti negativi sul Paese. Un’affermazione che ha chiuso l’incontro, segnando un ulteriore momento di tensione nel confronto sul futuro della scuola e delle politiche educative.