Picco influenza, Pregliasco: “Per dirlo aspettiamo incognita effetto scuole”

Influenza e virus respiratori, Pregliasco: “Siamo al plateau, ma scuole e rientri sono l’incognita”

Calo lieve dei casi, ma stagione ancora pesante: il rientro a scuola potrebbe rilanciare i contagi e le polmoniti continuano a mettere sotto pressione gli ospedali.

Calo dei casi e rischio sottostima

Per la seconda settimana consecutiva si registra in Italia un lieve calo delle infezioni respiratorie acute, secondo i dati della sorveglianza RespiVirNet. Tuttavia, il quadro resta incerto. A pesare, spiega Fabrizio Pregliasco, è la possibile sottostima legata al periodo delle festività, durante il quale i flussi informativi da parte dei medici di base risultano fisiologicamente ridotti.

Secondo il virologo, se il picco non è stato ancora superato, il Paese si trova comunque in una fase di plateau. Una valutazione più chiara sarà possibile solo nei prossimi giorni, quando emergeranno gli effetti del pieno rientro al lavoro e soprattutto a scuola dopo la pausa natalizia.

Scuole e diffusione dei virus stagionali

L’attenzione resta alta sul rientro tra i banchi. I ragazzi, osserva Pregliasco, possono aver contratto i virus in ambito familiare durante le feste e favorirne poi la diffusione nell’ambiente scolastico. Da qui il contagio tende a essere nuovamente trasferito alle famiglie, innescando una circolazione più efficiente dei virus stagionali.

Questo meccanismo rende il periodo attuale particolarmente delicato, perché può determinare una nuova spinta ai contagi anche in presenza di un apparente rallentamento della curva.

Polmoniti e pressione sugli ospedali

Indipendentemente dal superamento o meno del picco, la stagione influenzale viene definita “pesante”. Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università Statale di Milano e direttore sanitario dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio, sottolinea come una quota rilevante delle infezioni sia dovuta al virus influenzale vero e proprio, quello maggiormente associato alle complicanze.

A mantenere sotto pressione gli ospedali sono soprattutto le polmoniti, spesso di origine batterica ma favorite dall’influenza e dalle infezioni virali respiratorie, che indeboliscono le difese immunitarie. Un quadro che conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione anche nelle prossime settimane.