Il presidente del Senato commenta le proteste dell’allenatore azzurro dopo il rigore concesso all’Inter e difende la qualità del match, elogiando Napoli e Chivu.
Il giudizio sulle proteste di Conte
Il presidente del Senato Ignazio La Russa è intervenuto sul caso delle proteste di Antonio Conte durante il big match Inter-Napoli, terminato in pareggio e segnato dall’espulsione del tecnico del Napoli dopo la concessione di un rigore all’Inter. Ospite della trasmissione La Politica nel Pallone, condotta da Emilio Mancuso su Rai Gr Parlamento, La Russa ha distinto il valore dell’allenatore dal comportamento tenuto in campo.
Secondo il presidente del Senato, una cosa è la capacità di motivare la squadra e trasmettere coraggio, un’altra è “cercare, con una sceneggiata inguardabile”, di creare tensione attorno a un rigore giudicato evidente. Un atteggiamento che, a suo avviso, non avrebbe avuto giustificazioni tecniche.
L’elogio alle squadre e al Napoli
Nel suo intervento, La Russa ha comunque riconosciuto il valore sportivo della sfida, definendo Inter e Napoli due squadre che hanno “fatto onore al calcio italiano”. Ha ribadito che, qualora l’Inter non dovesse vincere lo scudetto, non gli dispiacerebbe vedere il Napoli campione, sottolineando l’entusiasmo e la passione del pubblico partenopeo.
Il presidente del Senato ha così separato il giudizio sull’episodio arbitrale e sulle proteste dalla valutazione complessiva del livello espresso in campo.
Le considerazioni tattiche sul finale
La Russa ha poi allargato il commento agli aspetti tattici del match, soffermandosi sul gol subito nel finale. Ha ipotizzato che, negli ultimi minuti e in vantaggio, sarebbe stato legittimo rinforzare la difesa per gestire il risultato, richiamando modelli di calcio più prudenti del passato.
Pur dichiarandosi entusiasta di Cristian Chivu, La Russa ha espresso il timore che allenatori giovani possano rinunciare a scelte difensive per paura delle critiche, preferendo non inserire un difensore in più anche quando la situazione lo suggerirebbe. Un’osservazione che chiude il suo intervento tra analisi sportiva e considerazioni di esperienza.
