Pd spaccato sulla Russia, Bettini chiede svolta su Ucraina e dialogo con Mosca
Le parole di Goffredo Bettini aprono uno scontro nel Pd sulla linea internazionale: meno armi a Kiev, più trattativa, con reazioni dure dall’area filo-ucraina.
L’intervista e la proposta di svolta
Le dichiarazioni di Goffredo Bettini, affidate a Il Fatto Quotidiano, hanno acceso il dibattito interno al Partito Democratico. Bettini ha invitato a superare l’attuale impostazione sulla guerra in Ucraina, indicando la necessità di ridurre l’invio di armi e di rilanciare una trattativa con Mosca, in una linea ritenuta più vicina a quella del Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte.
Nell’intervista, Bettini ha espresso anche una valutazione critica sull’Unione europea, sostenendo che la Commissione guidata da Ursula von der Leyen sia giunta a fine ciclo. Ha riconosciuto il ruolo di Elly Schlein come elemento di equilibrio interno, ma ha chiesto un confronto aperto e risolutivo sulle posizioni del partito in politica estera, ritenendo non più rinviabile una chiarificazione.
Le reazioni dell’area filo-ucraina
Le parole di Bettini hanno provocato una reazione immediata nell’ala del Pd più nettamente schierata a sostegno dell’Ucraina. Pina Picierno ha espresso forte dissenso, richiamando l’esperienza storica dei Paesi dell’Est e denunciando le violenze del regime russo, citando le condizioni dei dissidenti e dei resistenti ucraini.
Più cauto Andrea Orlando, che ha invitato a una discussione sul ruolo dell’Europa e sulla politica internazionale con toni meno conflittuali, definendo legittimo il confronto interno su posizioni differenti. Decisamente più netta la posizione di Filippo Sensi, che ha respinto l’ipotesi di avvicinare il Pd alle posizioni considerate filorusse, escludendo qualsiasi cambio di rotta sul sostegno a Kiev.
Il confronto interno e le critiche incrociate
Nel dibattito è intervenuto anche Giorgio Gori, che con toni ironici ha criticato l’idea di allontanare il Pd dalla tradizione del socialismo europeo, storicamente schierato a favore dell’Ucraina e di un’Europa capace di difendersi. Secondo Gori, la proposta di Bettini rischierebbe di sovrapporre il Pd alle posizioni dei Cinque Stelle e di isolare chi, nelle istituzioni europee, ha sostenuto con coerenza la linea atlantista.
Il confronto, ancora aperto, evidenzia una frattura profonda sulla politica estera e sul rapporto con la Russia, destinata a incidere sugli equilibri interni del Pd e sul ruolo della leadership di Schlein nelle prossime settimane.