Faccetta nera al Luna Park di Genova, polemiche e condanne bipartisan
La diffusione del brano simbolo del fascismo al Winter Park di Ponte Parodi scatena indignazione, prese di posizione istituzionali e l’annuncio di provvedimenti dagli organizzatori.
La musica fascista tra le giostre
Le note di Faccetta nera, canzone del 1935 legata alla propaganda del regime fascista, sono state diffuse la sera di sabato 10 gennaio dagli altoparlanti dell’autoscontro del Luna Park invernale di Ponte Parodi, a Genova. L’episodio ha provocato sconcerto tra i presenti, uno dei quali ha ripreso la scena con il telefono contestando apertamente il giostraio e ricordando che si tratta di un brano riconducibile all’apologia del fascismo. Un fatto analogo si era verificato pochi giorni prima anche a Sanremo, dove la stessa canzone era stata utilizzata come sottofondo in un luna park cittadino.
Faccetta nera, scritta da Renato Micheli e musicata da Mario Ruccione, nacque nel contesto della campagna coloniale italiana in Etiopia, presentata dalla propaganda come un’azione di “liberazione”. La ricomparsa del brano in spazi pubblici frequentati anche da minori ha riaperto il dibattito sulla consapevolezza storica, soprattutto tra i più giovani.
Le reazioni di Anpi e organizzatori
Durissima la presa di posizione del presidente dell’ANPI di Genova, Massimo Bisca, che ha definito l’episodio “inconcepibile e inammissibile”, parlando di comportamenti incompatibili con i valori democratici della città, medaglia d’oro per la Resistenza.
Dal fronte organizzativo, Mattia Gutris, portavoce dello staff del Winter Park, ha assicurato che verranno adottati provvedimenti nei confronti del responsabile. Gutris ha sottolineato che l’evento coinvolge oltre cento famiglie e più di trecento lavoratori e che l’errore di un singolo non può ricadere sull’intera manifestazione, ribadendo che idee e simboli riconducibili al fascismo non fanno parte dei valori dell’organizzazione.
La posizione del Comune e dei partiti
Sull’accaduto è intervenuta anche la sindaca di Genova Silvia Salis, che ha definito l’episodio di “gravità assoluta”, aggravato dal fatto che il Winter Park è frequentato quotidianamente da bambini, giovani e famiglie e beneficia di contributi pubblici comunali. L’amministrazione ha annunciato verifiche e la valutazione di eventuali sanzioni, chiedendo una condanna netta e senza ambiguità da parte di tutte le forze politiche cittadine.
Le prese di distanza sono arrivate anche da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Armando Sanna ha parlato di un fatto grave che richiama simboli di un passato di violenza e dittatura, mentre Stefano Giordano ha denunciato la frequenza crescente di cori e canti fascisti, criticando il silenzio della destra sul tema. L’episodio di Genova si inserisce così in un contesto di crescente attenzione pubblica sul riemergere di simboli e linguaggi legati al fascismo negli spazi comuni.