Pubblicate le date dei pagamenti 2026 dell’assegno unico: confermate le finestre mensili, nuove scadenze Isee e rivalutazione degli importi legata all’inflazione.
Calendario dei pagamenti per il 2026
L’INPS ha diffuso alla Vigilia di Natale il calendario dei pagamenti dell’assegno unico e universale per il 2026. Per le prestazioni già in corso e senza variazioni, gli accrediti sono previsti: tra il 21 e il 22 gennaio, 19-20 febbraio, 19-20 marzo, 20-21 aprile, 20-21 maggio, 18-19 giugno, 20-21 luglio, 18-19 agosto, 21-22 settembre, 21-22 ottobre, 19-20 novembre e 16-17 dicembre.
La prima rata dell’assegno viene invece corrisposta nell’ultima settimana del mese successivo alla presentazione della domanda. Nella stessa finestra temporale sono accreditate anche le rate oggetto di conguaglio, sia a credito sia a debito.
Scadenze Isee e presentazione della Dsu
Per mantenere l’importo pieno dell’assegno unico nel 2026 è necessario presentare l’ISEE aggiornato. Due le date chiave: 28 febbraio e 30 giugno 2026. In assenza di una Dichiarazione Sostitutiva Unica valida, a partire da marzo viene erogato l’importo minimo previsto dalla normativa, pari a circa 58 euro mensili.
La presentazione della Dsu entro il 28 febbraio consente di ricevere l’importo corretto già con la mensilità di marzo. Chi aggiorna l’Isee entro il 30 giugno ottiene invece il ricalcolo retroattivo degli importi a partire da marzo, con il riconoscimento degli arretrati.
La Dsu può essere compilata tramite il portale unico Isee dell’Inps, che integra i dati dell’Agenzia delle Entrate, oppure attraverso l’app Inps Mobile con Spid o Cie. La versione mini precompilata copre la maggior parte dei nuclei, ma non è utilizzabile per diritto allo studio universitario, famiglie con disabili, genitori non conviventi o situazioni fiscali complesse.
Rivalutazione degli importi e novità normative
Un decreto interministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 novembre 2025 ha stabilito la rivalutazione dell’assegno unico dell’1,4%, sulla base dell’indice Foi, superiore allo 0,8% applicato nel 2025. L’importo massimo mensile per ciascun figlio, con Isee fino a 17.468,51 euro, sale così a 204,4 euro, mentre la cifra minima passa a circa 58,5 euro.
La prima fascia reddituale si estende fino a 17.468,51 euro, mentre il limite oltre il quale spetta l’importo minimo sale a 46.582,71 euro. Gli importi aggiornati saranno formalizzati dall’Inps a gennaio e applicati a partire dal pagamento di febbraio; gli eventuali arretrati di gennaio verranno recuperati con la mensilità di marzo.
La Legge di Bilancio introduce inoltre modifiche al calcolo dell’Isee, con l’aumento della franchigia per la prima casa e nuove maggiorazioni della scala di equivalenza per i nuclei con almeno due figli. Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, queste misure ampliano la platea dei beneficiari e incrementano gli importi per chi già percepisce l’assegno unico e altre prestazioni collegate.
