Picco influenzale anticipato, ricoveri per polmoniti gravi in crescita e bassa adesione ai vaccini: gli esperti segnalano un aumento dei casi severi, soprattutto tra anziani e fragili.
Ricoveri in aumento e pazienti non vaccinati
La stagione influenzale ha fatto registrare quest’anno un primo picco con circa un mese di anticipo rispetto allo scorso inverno, mettendo sotto pressione ospedali e terapie intensive. Nelle strutture dell’Azienda sanitaria Friuli centrale si osserva un incremento del 20% dei ricoveri per polmoniti gravi da influenza rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
A lanciare l’allarme è Carlo Tascini, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale di Udine, che segnala un aumento di forme influenzali complicate da sovrainfezioni batteriche, in particolare da pneumococco e stafilococco aureo. I casi più severi riguardano prevalentemente persone tra i 60 e gli 80 anni con comorbidità o pazienti immunodepressi, spesso non vaccinati.
Dati regionali e bassa adesione alla campagna vaccinale
Dall’inizio della stagione influenzale in regione sono stati notificati 21 casi di influenza grave, contro i 9 dello stesso periodo dello scorso anno. Un dato che, secondo Cristina Zappetti, referente per le Malattie infettive della Direzione centrale salute, è probabilmente sottostimato.
L’esperta richiama l’attenzione sulla scarsa copertura vaccinale nelle fasce a rischio. I dati aggiornati all’8 gennaio indicano una percentuale di vaccinati pari al 21,69% tra i 60 e i 64 anni e al 54,25% tra gli over 65, entrambe in lieve calo rispetto all’anno precedente. Numeri che confermano come l’influenza e le sue possibili complicanze continuino a essere sottovalutate.
Prevenzione, monitoraggio e uso degli antivirali
Sul fronte della prevenzione, il direttore sanitario di AsuFc David Turello ha annunciato una sorveglianza rafforzata nelle case di riposo, con l’utilizzo di terapie antivirali in caso di focolai, misura che ha contribuito a contenere la pressione sugli ospedali. Al momento, le maggiori criticità si registrano nei pronto soccorso e nei reparti di medicina di Pordenone e Trieste.
A confermare l’elevata circolazione del virus influenzale, in particolare della variante H3N2, è il monitoraggio delle acque reflue attivo in regione nell’ambito del piano nazionale contro l’antibiotico-resistenza dell’Istituto superiore di sanità. Secondo Silvio Brusaferro, l’alta concentrazione di virus nelle acque reflue indica che nei prossimi giorni continuerà una diffusione intensa dell’influenza, insieme ad altri virus respiratori.
Gli esperti ribadiscono l’importanza della vaccinazione, utile anche a stagione in corso, delle misure igieniche e della protezione delle persone più fragili. Per i soggetti a rischio non vaccinati che si ammalano, viene raccomandata una diagnosi precoce e l’uso tempestivo degli antivirali. In particolare, l’oseltamivir, se somministrato entro le prime 48 ore, è in grado di ridurre in modo significativo la gravità dei sintomi dell’influenza A responsabile dei casi più gravi.