Oltre 800mila nuove infezioni respiratorie in una settimana, con un primo segnale di flessione dopo le festività. I bambini restano la fascia più colpita, preoccupano i casi gravi tra i non vaccinati.
Andamento dei contagi e primi segnali di rallentamento
Nella settimana compresa tra il 29 dicembre e il 4 gennaio si stimano in Italia circa 803mila nuovi casi di infezioni respiratorie acute, inclusa l’influenza. L’incidenza si attesta a 14,1 casi ogni 1.000 assistiti, in lieve diminuzione rispetto ai 14,5 della settimana precedente. Dall’avvio della sorveglianza stagionale, il numero complessivo di casi ha raggiunto quota 7,5 milioni.
I dati emergono dal rapporto RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità, che segnala come le rilevazioni possano essere parzialmente influenzate dal periodo festivo, durante il quale si registra spesso una riduzione delle visite mediche e delle segnalazioni dai sistemi di sorveglianza territoriali. La flessione osservata appare comunque più marcata rispetto agli anni precedenti nello stesso periodo, anche se sarà necessario attendere i prossimi bollettini per capire se il calo proseguirà o se si assisterà a una nuova risalita dei contagi.
Bambini e territori più colpiti
L’incidenza più elevata continua a riguardare i bambini tra 0 e 4 anni, con circa 37 casi ogni 1.000 assistiti, confermandoli come la fascia più esposta alla circolazione dei virus respiratori. A livello geografico, l’intensità dell’influenza risulta molto alta in Campania, alta in Sicilia e Marche, media in diverse regioni del Centro-Nord e del Sud, tra cui Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio, mentre resta bassa nel resto del Paese.
Nella prima settimana di gennaio, il tasso di positività per influenza nella comunità è pari al 17%, mentre sale al 40,5% nei campioni provenienti dall’ambito ospedaliero, indicando una maggiore concentrazione dei casi più complessi tra i pazienti ricoverati.
Casi gravi e ruolo della vaccinazione
La sorveglianza delle forme gravi e complicate mostra, nella settimana dal 22 al 28 dicembre, numeri in linea con quelli della scorsa stagione. Il sottotipo più frequentemente associato ai casi gravi è A(H1N1)pdm09, mentre nella popolazione generale continua a circolare prevalentemente il virus A(H3N2).
Un dato che emerge con chiarezza riguarda la copertura vaccinale: la maggior parte dei casi di influenza grave interessa persone non vaccinate, confermando il ruolo della vaccinazione nella prevenzione delle complicanze più serie. Gli esperti sottolineano che le prossime settimane saranno decisive per comprendere l’evoluzione definitiva della stagione influenzale.