Hannoun, Meloni: “Sottovalutazione e ambiguità, ora chiarirà la magistratura”

La premier commenta l’inchiesta di Genova sui finanziamenti a Hamas: attenzione ai segnali ignorati e alle reazioni di solidarietà dopo gli arresti.

L’inchiesta della Dda di Genova

Il caso dell’arresto di Mohammed Hannoun torna al centro del dibattito politico dopo le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervistata da Il Tempo. L’indagine, avviata dalla Direzione distrettuale antimafia di Genova e culminata il 27 dicembre con nove arresti, ipotizza un sistema di finanziamento a favore di Hamas attraverso associazioni di beneficenza. Secondo quanto emerso, risorse destinate formalmente ad aiuti umanitari sarebbero state utilizzate per finalità illecite, una ricostruzione che ora dovrà essere verificata nelle sedi giudiziarie.

Il ruolo pubblico e le responsabilità politiche

Nel suo intervento, la premier ha sottolineato come Hannoun fosse considerato, prima dell’inchiesta, un interlocutore accreditato in diversi contesti pubblici. “Veniva invitato a convegni, missioni parlamentari e iniziative istituzionali”, ha ricordato Meloni, evidenziando che alcune sue posizioni sulla strage del 7 ottobre e sul ruolo di Hamas erano state giudicate quantomeno ambigue. Chi aveva sollevato perplessità, ha aggiunto, sarebbe stato spesso accusato di islamofobia. Per la presidente del Consiglio, una parte della politica avrebbe sottovalutato il fenomeno, lasciando spazio a una gestione superficiale di segnali che meritavano maggiore attenzione.

Monitoraggio e risposta dello Stato

Pur ribadendo che spetterà alla magistratura accertare le responsabilità penali, Meloni ha definito “ancora più gravi” le manifestazioni di solidarietà espresse dopo gli arresti. Ha respinto l’idea di strumentalizzare l’inchiesta in chiave politica, spiegando che attribuire complicità collettive sarebbe scorretto. Il governo, ha concluso, continuerà a monitorare con attenzione questi ambiti attraverso forze dell’ordine e intelligence, nella consapevolezza che il fenomeno del finanziamento al terrorismo rappresenta un rischio concreto per la sicurezza nazionale.

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