Gli Usa riducono i vaccini pediatrici, “Il ritorno al passato mette a rischio i bambini”

La revisione del calendario vaccinale statunitense preoccupa le società scientifiche: il rischio è un calo delle coperture e il ritorno di malattie prevenibili.

Le nuove indicazioni americane e i vaccini coinvolti

Sta suscitando attenzione e timori nella comunità scientifica internazionale la recente revisione delle raccomandazioni sul calendario vaccinale infantile negli Stati Uniti. Le nuove linee indicano che alcune vaccinazioni non sono più consigliate in modo universale per tutti i bambini, ma vengono proposte in maniera selettiva o attraverso una valutazione condivisa tra pediatra e famiglia. In questo quadro, vaccini come quelli contro influenza, epatite A e B, rotavirus, meningococco e Covid-19 non rientrano più tra le raccomandazioni di routine, pur restando disponibili. Rimangono invece pienamente raccomandate per tutta la popolazione pediatrica le vaccinazioni contro morbillo, parotite e rosolia, poliomielite, varicella, Hpv e altre patologie prevenibili.

Le preoccupazioni delle società pediatriche italiane

Di fronte a queste modifiche, la Società italiana di pediatria e tutte le società scientifiche pediatriche affiliate hanno espresso una posizione condivisa di forte preoccupazione. In una nota, i pediatri sottolineano che una riduzione delle raccomandazioni vaccinali, se non supportata da nuove e solide evidenze scientifiche, potrebbe determinare un calo delle coperture, favorire una maggiore circolazione di malattie prevenibili e alimentare sfiducia nei confronti dei vaccini. Viene inoltre evidenziato il rischio di confusione tra le famiglie, anche al di fuori del contesto statunitense. Tra gli esempi citati, la revisione della vaccinazione contro il meningococco, responsabile di meningiti e forme invasive a rapida evoluzione e potenzialmente fatali.

L’importanza delle coperture e il richiamo alla scienza

Le società scientifiche ricordano che le vaccinazioni rappresentano uno degli strumenti più efficaci di prevenzione in età pediatrica. Grazie ai programmi vaccinali, negli ultimi decenni, è stato possibile ridurre in modo significativo la mortalità e le complicanze gravi di molte malattie infettive. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, negli ultimi cinquant’anni i vaccini hanno contribuito a salvare circa 154 milioni di vite e a ridurre del 40% la mortalità infantile globale. I pediatri italiani ribadiscono quindi la necessità di mantenere elevate le coperture vaccinali e di basare ogni decisione su prove scientifiche condivise, invitando i genitori ad affidarsi al proprio pediatra per informazioni corrette e aggiornate.

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