La segretaria Pd critica la gestione della sicurezza dopo l’omicidio del capotreno a Bologna e accusa l’esecutivo di ignorare sindaci e opposizioni.
L’omicidio di Bologna e l’accusa al governo
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein torna ad attaccare l’esecutivo sulla sicurezza, partendo dall’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio avvenuto a Bologna. Secondo Schlein, si tratta di un episodio che impone una riflessione profonda sulle politiche adottate, soprattutto alla luce delle numerose aggressioni registrate negli ultimi mesi ai danni del personale ferroviario e di altre categorie esposte, come infermieri e autisti. Per la leader dem, garantire la sicurezza è una responsabilità diretta del governo, che non può essere scaricata sui sindaci.
Critiche a Piantedosi e Meloni
Nel suo intervento, Schlein punta il dito contro il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accusandoli di silenzio e immobilismo. A suo giudizio, le misure adottate finora, come le zone rosse e il decreto sicurezza, rappresentano “pura propaganda senza effetti concreti”, perché basate quasi esclusivamente sulla repressione e prive di una strategia di prevenzione efficace.
Le proposte ignorate e l’affondo finale
La segretaria Pd chiede l’apertura di un confronto serio con i sindaci e con le minoranze parlamentari. Ricorda che esistono proposte delle opposizioni per rafforzare gli organici delle forze dell’ordine, rimaste escluse dall’ultima legge di bilancio, così come le richieste avanzate dall’Anci su risorse, mezzi e interoperabilità dei sistemi informativi. Secondo Schlein, dopo oltre tre anni di governo, la sicurezza è passata da bandiera dell’esecutivo a uno dei simboli più evidenti del suo fallimento.