Il ministro dell’Interno al question time al Senato espone i dati ufficiali: flessione dei delitti del 3,5% e risultati attribuiti alle politiche di sicurezza del governo.
Nel 2025 i reati diminuiscono in tutte le principali categorie. Il Viminale respinge l’idea di un’escalation criminale e rivendica l’efficacia delle misure adottate.
I dati sulla criminalità presentati al Senato
Nel corso del question time a Palazzo Madama, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha risposto a un’interrogazione di Matteo Renzi sullo stato della sicurezza in Italia, illustrando un quadro complessivo che evidenzia una riduzione della criminalità. Secondo i dati relativi al 2025, i reati complessivi risultano in calo del 3,5% rispetto all’anno precedente. La diminuzione riguarda diverse tipologie: violenze sessuali (-7,5%), maltrattamenti in famiglia (-8%), lesioni personali (-4%), furti (-6%), rapine (-4,5%), estorsioni (-5%) e sfruttamento della prostituzione (-9%).
Il ministro ha definito “radicalmente infondata” la tesi di un aumento della delittuosità, sostenendo che l’andamento registrato smentisce l’idea di un’emergenza sicurezza generalizzata.
Le politiche del Viminale e il confronto politico
Piantedosi ha collegato i risultati alle misure adottate dall’esecutivo, ricordando le circa 39 mila nuove assunzioni nelle Forze di polizia, le operazioni ad alto impatto sul territorio con oltre un milione di persone identificate, più di 2.000 arresti, 12 mila denunce e migliaia di allontanamenti disposti nelle cosiddette zone rosse.
Nel dibattito è stato citato l’omicidio del capostazione Ambrosio a Bologna, indicato da Renzi come simbolo di una presunta falla del sistema. Il ministro ha replicato che singoli episodi, pur gravi, non possono essere assunti come parametro generale per valutare l’andamento della sicurezza nazionale.
Immigrazione, rimpatri e reazioni della maggioranza
Il titolare del Viminale ha inoltre evidenziato che gli stranieri risultano responsabili di circa il 35% dei reati e ha confrontato i dati attuali con quelli delle precedenti legislature, ricordando livelli più elevati di delittuosità e un numero di rimpatri significativamente inferiore. Oggi, ha affermato, gli sbarchi risultano ridotti e i rimpatri crescono a un ritmo annuo a doppia cifra.
A sostegno della linea del governo è intervenuto anche Marco Lisei, che ha respinto le critiche dell’opposizione, sottolineando le responsabilità giudiziarie nei casi di recidiva e accusando il centrosinistra di strumentalizzare episodi di cronaca. In chiusura, Piantedosi ha ribadito che, pur restando alta l’attenzione su ogni singolo reato, le politiche di sicurezza mostrano “segnali di efficacia” destinati a proseguire nei prossimi mesi.
Immigrazione, la soddisfazione di Piantedosi: “Sbarchi in calo”