La presidente del Consiglio riconosce i fattori esterni che frenano la crescita e indica le leve su cui intervenire per rafforzare l’economia italiana.
Le stime di crescita e il contesto internazionale
Secondo Giorgia Meloni, le recenti revisioni al rialzo delle stime di crescita per il 2023 sono un segnale incoraggiante e potrebbero estendersi anche al 2024 e al 2025. La premier sottolinea però come l’Italia risenta in modo significativo del rallentamento dell’economia tedesca, uno dei principali partner commerciali, e di altri fattori esogeni difficilmente controllabili dall’esecutivo.
Le leve per rafforzare l’economia reale
Per Meloni, il margine di miglioramento della politica economica passa da alcune priorità chiare: continuare a sostenere l’occupazione, intervenire per ridurre il costo dell’energia e creare condizioni favorevoli agli investimenti. Si tratta, secondo la presidente del Consiglio, di misure necessarie per dare stabilità al tessuto produttivo e accompagnare la crescita in una fase internazionale complessa.
Il modello della Zes unica del Mezzogiorno
Tra le esperienze da valorizzare, Meloni indica il modello della Zes unica del Mezzogiorno, ritenuto un punto di partenza efficace per attrarre investimenti e stimolare lo sviluppo. L’obiettivo è rafforzare la competitività del sistema economico, riducendo i divari territoriali e sostenendo l’economia reale con strumenti mirati e di lungo periodo.