Influenza al picco, ospedali sotto pressione da Nord a Sud

Pronto soccorso affollati, 118 in affanno e ricoveri in aumento: l’ondata influenzale post-natalizia mette in difficoltà il sistema sanitario, con criticità accentuate in alcune regioni.

Pronto soccorso e 118 al limite

Con l’inizio del nuovo anno l’influenza stagionale entra nella fase più intensa, facendo registrare un aumento significativo degli accessi ai pronto soccorso su tutto il territorio nazionale. In molte strutture i pazienti restano per ore sulle barelle in attesa di un posto letto, mentre le centrali operative del 118 sono sottoposte a un carico eccezionale di chiamate. Secondo la Società italiana del sistema 118, una quota rilevante delle richieste riguarda situazioni che potrebbero essere gestite a livello territoriale, contribuendo però a congestionare i servizi di emergenza. Parallelamente crescono i casi di polmonite legati all’influenza, mentre risultano in calo le bronchioliti da virus sinciziale grazie alle campagne vaccinali.

Sicilia e Sud Italia in forte sofferenza

Le criticità più evidenti si registrano nel Mezzogiorno. In Sicilia, nelle ultime settimane, diversi pronto soccorso hanno raggiunto livelli di sovraffollamento estremi, con percentuali che in alcuni ospedali superano il 300%. Molti pazienti con disturbi respiratori restano a lungo in osservazione prima del ricovero. Situazioni analoghe emergono in Calabria e Campania, dove l’incremento dei contagi influenzali si accompagna a un aumento dei ricoveri per complicanze respiratorie, in particolare tra anziani e soggetti fragili. Anche i presidi pediatrici segnalano un numero elevato di accessi giornalieri.

Pressione anche al Nord

L’ondata influenzale non risparmia il Nord Italia. In regioni come Lombardia, Veneto e Liguria si registra un incremento degli accessi ai pronto soccorso per sindromi simil-influenzali e polmoniti, con un impatto diretto sui tempi di attesa e sulla disponibilità dei posti letto. Le autorità sanitarie sottolineano l’importanza di rivolgersi ai servizi di emergenza solo in presenza di sintomi gravi, come difficoltà respiratorie, per evitare un ulteriore sovraccarico del sistema.

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