Roma esclude un’azione militare Usa sulla Groenlandia: per l’Italia resta intangibile la sovranità territoriale, mentre Washington punta a rafforzare l’attenzione strategica sull’Artico.
La posizione italiana sulla Groenlandia
L’Italia non considera plausibile un intervento militare degli Stati Uniti per assumere il controllo della Groenlandia e non condividerebbe una simile scelta. A chiarirlo è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito questa eventualità non conveniente per nessuno e già esclusa dagli stessi vertici americani.
Secondo la premier, l’ipotesi di un’azione armata non è all’ordine del giorno e non rientra nello scenario attuale dei rapporti transatlantici. Per Roma, il rispetto delle alleanze e della sovranità territoriale resta un principio non negoziabile.
Il messaggio dell’amministrazione Trump
Meloni ha ricordato che sia il segretario di Stato Marco Rubio sia il presidente Donald Trump hanno escluso un intervento militare sulla Groenlandia. L’atteggiamento dell’amministrazione americana viene interpretato come un segnale politico più che come una minaccia concreta.
Secondo la lettura del governo italiano, Washington starebbe utilizzando toni assertivi per richiamare l’attenzione sull’importanza strategica della regione artica, considerata sempre più centrale per gli equilibri di sicurezza globali.
Artico e sicurezza: la vera linea rossa
Per l’Italia, la linea rossa resta chiara: nessuna azione che metta in discussione la sovranità territoriale o alteri gli equilibri tra alleati. La Groenlandia è vista come un’area sensibile, in cui operano diversi attori internazionali, e gli Stati Uniti intendono ribadire che non accetteranno iniziative ostili da parte di potenze straniere.
Roma condivide l’esigenza di vigilare sulla sicurezza dell’Artico, ma all’interno di un quadro multilaterale e nel rispetto del diritto internazionale, evitando escalation che potrebbero compromettere la stabilità dell’area.