Fratoianni attacca il governo: “Sugli stipendi solo propaganda, lavoratori più poveri”
Il leader di Avs accusa l’esecutivo di non aver difeso il potere d’acquisto e sostiene che, nonostante il taglio del cuneo, le buste paga restano insufficienti.
Nuovo affondo di Nicola Fratoianni contro il governo guidato da Giorgia Meloni. In un post pubblicato su Facebook, il segretario di Alleanza Verdi e Sinistra parla apertamente di “prese in giro” ai danni di milioni di lavoratori italiani, accusando l’esecutivo di non aver messo in campo misure efficaci per aumentare i salari.
Secondo Fratoianni, i dati sul potere d’acquisto raccontano una realtà ben diversa rispetto a quella rivendicata dal governo. “A un lavoratore medio mancano quasi 200 euro al mese per recuperare quanto perso negli ultimi cinque anni”, scrive, sottolineando come il taglio del cuneo fiscale non abbia prodotto benefici strutturali sulle retribuzioni.
Nel mirino del leader di Avs finisce anche il cosiddetto fiscal drag, che, a suo giudizio, avrebbe assorbito gran parte dei vantaggi legati alla riduzione dei contributi. L’eventuale lieve miglioramento del potere d’acquisto, aggiunge, sarebbe dovuto esclusivamente al rallentamento dell’inflazione e non a un reale aumento delle buste paga.
Fratoianni insiste inoltre sul fatto che, nella vita quotidiana, i lavoratori non percepiscono alcun cambiamento concreto: “Per milioni di persone non è cambiato nulla, perché il costo della spesa non è diminuito”. Un’accusa che riporta al centro del dibattito politico il tema dei salari e della capacità delle politiche economiche di incidere davvero sulle condizioni materiali di chi lavora.