Polemica dopo un post social su Acca Larentia: Fratelli d’Italia respinge l’accusa di saluti romani, difende Fabio Rampelli e annuncia iniziative legali contro Andrea Scanzi.
Il post e la reazione di Fratelli d’Italia
Un post pubblicato sui social da Andrea Scanzi ha riacceso la polemica attorno alla commemorazione di Acca Larentia. Nel messaggio, il giornalista ha associato la presenza istituzionale del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli a simboli e gesti di matrice neofascista. Le affermazioni hanno provocato una reazione immediata di Fratelli d’Italia, che ha parlato di accuse infondate e di una “figuraccia” costruita su una fotografia estrapolata dal contesto.
Secondo il partito, la ricostruzione diffusa sui social non corrisponde ai fatti e ripropone uno schema già visto negli anni precedenti, in cui la commemorazione delle vittime viene trasformata in un caso politico.
La replica di Ruspandini e la linea del partito
Il vicecapogruppo alla Camera Massimo Ruspandini ha respinto le accuse sostenendo che né Rampelli né altri esponenti di FdI abbiano preso parte a gesti vietati dalla legge. La presenza davanti a un luogo simbolico, ha spiegato, non equivale a una partecipazione a manifestazioni con saluti romani.
Ruspandini ha inoltre accusato una parte dell’informazione di ignorare episodi di violenza avvenuti nei giorni precedenti ai danni di militanti di Gioventù Nazionale, concentrandosi invece su polemiche legate all’estetica e alla simbologia della commemorazione.
Rampelli: “Limite alla menzogna”
Lo stesso Rampelli ha smentito di aver partecipato a raduni serali o a gesti nostalgici e ha annunciato l’intenzione di querelare Scanzi per diffamazione. L’esponente di FdI ha ribadito di aver sempre preso le distanze da ogni forma di nostalgismo, rivendicando una destra che si colloca pienamente nel presente istituzionale.
Nel ricordare le vittime di Acca Larentia, Rampelli ha sottolineato che il tema centrale dovrebbe restare la mancata giustizia per l’eccidio e non le polemiche ricorrenti che, a suo avviso, finiscono per oscurare il significato della memoria.