Piantedosi: “Su fondi a Gaza squarciato il velo sui ProPal”

Il Viminale segnala attività di finanziamento occulto a Gaza riconducibili ad Hamas. Rafforzate prevenzione, cooperazione internazionale e rimpatri di soggetti ritenuti pericolosi.

Le dichiarazioni del ministro al Senato

Nel corso del Question time al Senato, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha riferito che recenti attività investigative hanno fatto emergere un quadro preoccupante sul fronte del radicalismo. Pur ribadendo la doverosa presunzione di innocenza, Piantedosi ha spiegato che sono stati individuati flussi di iniziative apparentemente umanitarie, formalmente destinate al sostegno della popolazione palestinese, che sarebbero state in realtà sistematicamente dirottate verso strutture operanti nella Striscia di Gaza e riconducibili all’area di influenza di Hamas, con finalità di natura terroristica.

Secondo quanto illustrato dal ministro, tali elementi hanno contribuito a far emergere un utilizzo distorto di canali di solidarietà, trasformati in strumenti di supporto a organizzazioni estremiste, alimentando un rischio concreto per la sicurezza nazionale e internazionale.

Monitoraggio costante e cooperazione internazionale

Piantedosi ha sottolineato che l’evoluzione delle attuali forme di radicalismo ed estremismo è oggetto di un’attenzione continua da parte delle Forze dell’ordine e del Ministero dell’Interno. Su questo fronte, ha precisato, vengono impiegate risorse significative, sia sul piano operativo sia su quello dell’analisi preventiva.

La minaccia terroristica viene esaminata anche nell’ambito delle riunioni settimanali del Comitato di analisi strategica antiterrorismo, organismo che rappresenta il principale punto di raccordo tra gli apparati di sicurezza impegnati nel contrasto al terrorismo. Il lavoro del Comitato si inserisce in un contesto di cooperazione operativa rafforzata con le strutture antiterrorismo di numerosi Paesi europei ed extraeuropei, con l’obiettivo di condividere informazioni e prevenire azioni violente.

Prevenzione e rimpatri dei soggetti pericolosi

Nel suo intervento, il ministro ha infine richiamato la necessità di consolidare tutti gli strumenti di prevenzione disponibili. Tra questi, Piantedosi ha indicato come imprescindibile il rimpatrio dei soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza nazionale. Dall’inizio dell’attuale legislatura, ha riferito, sono già stati effettuati oltre 200 rimpatri, considerati una leva fondamentale per ridurre il rischio di radicalizzazione e di attività terroristiche sul territorio italiano.

Il Viminale, ha concluso il ministro, continuerà a mantenere alta l’attenzione su questi fenomeni, rafforzando il coordinamento interno e internazionale per contrastare ogni forma di estremismo violento.