Lollobrigida: “Con le garanzie sull’agricoltura pronti al sì sul Mercosur”

L’Italia valuta l’ok all’accordo Ue-Mercosur solo con garanzie su concorrenza, tutele ambientali e salvaguardia dei settori produttivi più esposti.

Le condizioni dell’Italia sull’accordo Ue-Mercosur

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha chiarito la posizione italiana sull’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur durante un incontro stampa a Bruxelles, alla vigilia della riunione dei ministri europei dell’Agricoltura.

L’Italia, ha spiegato il ministro, è pronta ad approvare la sottoscrizione dell’intesa solo nel caso in cui vengano certificate precise condizioni a tutela del sistema produttivo nazionale ed europeo. Le garanzie richieste riguardano in particolare la concorrenza leale, il rispetto delle stesse regole ambientali e sociali e la protezione dei comparti più vulnerabili.

Salvaguardie economiche e concorrenza leale

Secondo Lollobrigida, l’Italia guarda agli accordi di libero scambio con favore, soprattutto per un Paese fortemente esportatore. Tuttavia, l’eliminazione delle barriere tariffarie e non tariffarie non può avvenire a discapito dei produttori europei.

Il ministro ha sottolineato che non è accettabile imporre standard stringenti su ambiente e lavoro alle imprese europee, consentendo al tempo stesso l’ingresso sul mercato di prodotti provenienti da Paesi che non rispettano le stesse regole. In questo quadro, l’accordo Mercosur viene considerato un’opportunità solo se accompagnato da strumenti di compensazione e da un fondo di salvaguardia in grado di fronteggiare eventuali squilibri di mercato.

Il nodo dei meccanismi di protezione

Tra i punti ancora critici, Lollobrigida ha richiamato il meccanismo di “freno” previsto dall’accordo, giudicato insufficiente nella sua attuale formulazione. L’Italia chiede una soglia di intervento più bassa, in linea con quanto indicato dal Parlamento europeo, per garantire una reale protezione dei settori agricoli a rischio.

Il principio cardine, ha ribadito il ministro, resta quello della reciprocità: le stesse condizioni richieste ai produttori europei devono valere anche per i prodotti importati. Solo in presenza di queste garanzie, l’Italia potrà dare il via libera definitivo all’accordo Ue-Mercosur.

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